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	<title>upg &#8211; Unione Proprietari Galoppo</title>
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	<title>upg &#8211; Unione Proprietari Galoppo</title>
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	<item>
		<title>Newsletter n.11: spunti per un dibattito</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/07/02/newsletter-n-11-spunti-per-un-dibattito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari galoppo]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, questa nuova newsletter di UPG prende spunto da un&#8217;interessante mail inviatami da un affezionato lettore del nostro notiziario che porta alla ribalta alcune interessanti idee che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">questa nuova newsletter di UPG prende <strong>spunto da un&#8217;interessante mail inviatami da un affezionato lettore del nostro notiziario </strong>che porta alla ribalta alcune interessanti idee che oggi vorrei condividere con voi e che spero possano essere utili a un dibattito ippico, vera necessità del nostro mondo, dove il confronto è ancora attività troppo poco praticata.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento, come detto, verte su alcuni aspetti diciamo generali, quali la definizione del ruolo degli ippodromi, distribuzione delle corse, rating delle corse e numero di giornate. Tutti aspetti fondamentali che però devono partire, a mio modo di vedere, da una domanda inziale: per chi si fanno le corse? Perché solo rispondendo alla domanda possiamo poi delineare meglio l&#8217;ippica che vorremmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo quindi dall&#8217;origine, diciamo il big bang ippico: da chi nascono e per chi si fanno le corse?<br />
<strong>Le corse nascono e si sviluppano per la spinta di due soli soggetti: i Proprietari e il Pubblico che viene ad assistere allo spettacolo e a cascata scommette</strong>.<br />
Mi spiace essere brutale, ma occorre essere chiari su questo aspetto, tutti gli altri stakeholder, che si tratti di allevatori, operatori, società di corse ecc ecc, sono certamente importanti e vanno aiutati nel loro sviluppo, affinché lo spettacolo riesca al meglio, ma non sono e non saranno mai il fine ultimo per il quale si fanno le corse, che sono i Proprietari e il Pubblico.<br />
<strong>Il galoppo nasce da una decisione presa tra due o più proprietari che si sfidano a cavallo in una corsa, seguendo una serie di regole e molto spesso, anzi quasi sempre, quella sfida aveva alla base una scommessa</strong>. Se ci pensate il concetto di fondo non è poi cambiato tanto dopo svariati secoli, perché, se togliete le sovrastrutture, siamo ancora alla sfida tra Proprietari davanti a un Pubblico che si gode la corsa e scommette.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiarito dunque il punto da cui partire, condivido l&#8217;intervento dell&#8217;amico, che sostiene come<strong> i vari Ippodromi vadano definiti e valutati per il ruolo che debbono ricoprire e i contributi che devono portare al sistema</strong> e di conseguenza la loro classificazione dovrebbe avere come punto di riferimento le necessità dei Proprietari e del pubblico/scommettitore, accomuno questi protagonisti per semplicità, anche se i due insiemi non sono pienamente sovrapponibili.<br />
Per fare <strong>esempi concreti</strong>, alcuni ippodromi estivi, soprattutto se situati in provincia dovrebbero avere l&#8217;obiettivo di portare tanto pubblico in un ambiente accogliente per i proprietari che assistono alle corse dei loro portacolori (questo dovrebbe avvenire sempre in verità), meno rilevante è la richiesta di una programmazione che raggiunga determinati fini qualitativi, quindi in questi casi il rating delle corse dovrebbe essere un fattore valutativo meno significativo. In altri ippodromi invece, principalmente metropolitani, il livello di ospitalità deve essere molto più elevato così come la richiesta di finalità più legate alla qualità delle corse programmate, ovviamente per venire incontro alle necessità dei proprietari dei cavalli di alto livello e per accontentare la voglia del pubblico di assistere a uno spettacolo che in pista sia il migliore possibile, va da sé che in questo caso l&#8217;indicatore rating dovrebbe avere una importanza ben maggiore.<br />
<strong>Questo concetto è anche il miglior aiuto alla formulazione di un calendario</strong> che raggiunga le finalità dei due portatori di interesse che vogliamo tutelare per primi. Va sottolineato che questo modo di pensare è pure abbastanza condiviso a livello <strong>Ministeriale, che nell&#8217;ultima riunione sul Decreto Criteri Calendario, ha precisato che il Calendario è fatto per gli operatori</strong>, non per le Società di Corse che invece hanno la finalità di organizzare al meglio le giornate, per massimizzare il ritorno di altri stakeholder. Il Ministero parla genericamente di operatori, ma è ovvio che il calendario non possa essere costruito per allenatori o fantini, ma, per una pura questione logica, debba seguire le necessità dei proprietari  &#8211; piccolo inciso, questi magari possono anche essere allenatori, ma agiscono da proprietari quando parlano di calendari &#8211; senza i quali le prime due categorie non potrebbero sostenersi. Manca, è vero, l&#8217;accenno al pubblico e allo scommettitore, e questo è certamente un aspetto che va considerato e di cui si dovrà tenere maggiormente conto nella definizione dei futuri calendari.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro interessante spunto che arriva dal nostro fedele lettore è la <strong>sua valutazione riguardo al numero complessivo di giornate nell&#8217;anno, dove si pone l&#8217;accento non sul numero complessivo delle stesse, ma sulla loro distribuzione temporale nell&#8217;anno, sul numero di corse per giornata e il periodo nel quale si programmano</strong>.<br />
Se, come previsto dallo stesso Ministero, abbiamo 3 macro aree (nord, centro, sud), con l&#8217;aggiunta di Sardegna e Sicilia e dobbiamo programmare le giornate di corse è importante che in ogni bacino di utenza del continente si facciano da 6 a 10 giornate di corse al mese  (quindi da 18 a 30 giornate mensili) oltre come detto alle Isole. Questa l&#8217;idea dell&#8217;amico.<br />
A dire il vero questa impostazione proposta, se ben eseguita, potrebbe portare a un numero di giornate più o meno simile a quello odierno, cioè attorno alle 390 giornate programmate a fine 2025, quando ancora le varie problematiche degli ippodromi non erano esplose. Dunque i numeri non cambierebbero sensibilmente, ma quello che varierebbe e migliorerebbe sarebbe certamente la loro dislocazione sul territorio e nel tempo, un tentativo di evitare sovrapposizioni che sono deleterie e che fanno sprecare risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">Come potete notare il contributo del nostro amico è interessante e soprattutto va elogiato per la volontà di contribuire ad aprire un dibattito, vero aspetto che spero possa essere lo sprone per tutti voi a intervenire, anche confutando tali proposte.<br />
Nell&#8217;attesa di potervi leggere vi invio un caro saluto,</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter: Calendario 2027, il percorso è iniziato</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/06/19/newsletter-calendario-2027-il-percorso-e-iniziato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[decreto criteri]]></category>
		<category><![CDATA[MASAF]]></category>
		<category><![CDATA[unione proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, come potete leggere anche nel titolo, l&#8217;iter per definire il Calendario del prossimo anno ha preso il via. Il giorno 9 giugno la Direzione Generale per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">come potete leggere anche nel titolo, l&#8217;iter per definire il Calendario del prossimo anno ha preso il via. Il giorno 9 giugno <strong>la Direzione Generale per l&#8217;ippica ha presentato alle Categorie le sue linee guida per l&#8217;ottenimento di un Decreto Criteri che faccia da quadro generale per sviluppare un Calendario sostenibile, leggibile e verificabile</strong>, termini precisi che si leggono nella prima pagina del documento presentato. Per capirci, il Decreto Criteri rappresenta l&#8217;ossatura sulla quale creare il Calendario vero e proprio che, seguendo le tempistiche proposte, dovrebbe vedere la luce attorno a metà novembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine dell&#8217;incontro le <strong>Categorie sono state invitate a presentare le proprie osservazioni, ovviamente lo ribadisco sulla base del documento presentato</strong>, così da instaurare un confronto virtuoso e utile per raccogliere i vari punti di vista e arrivare a un Decreto che sia, o nella speranza che sia, il più possibile condiviso.<br />
In quest&#8217;ottica il <strong>Consiglio Direttivo di U.P.G. ha formulato le proprie osservazioni</strong> e con lo spirito di trasparenza che anima da sempre l&#8217;Unione passo a sintetizzarvi i punti toccati nella nostra relazione e le motivazioni che stanno dietro al lavoro fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto va premesso che <strong>U.P.G. apprezza l&#8217;approccio scelto dalla Direzione Generale che prevede uno scambio di idee e proposte</strong>, ben sapendo che alla fine le decisioni spettano al Ministero, ma convinti che l&#8217;apertura al confronto sia il miglior modo per trovare soluzioni utili al settore.<br />
Entrando adesso nello specifico procedo a elencarvi i punti della nostra relazione al Ministero:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Numero complessivo giornate di corse al galoppo</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Valutati i numeri dei partenti di questo primo semestre 2026 e con la speranza che le problematiche vissute in questa stagione con alcuni ippodromi non si debbano più ripresentare, <strong>U.P.G. ritiene che il Calendario 2027 debba prevedere almeno il numero di giornate programmato per il 2026, pari a 390 giornate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">   2. <strong>Scadenze per le società di corse</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Viene condiviso (visto anche quanto accaduto quest&#8217;anno&#8230;) l&#8217;approccio di anticipare le date limite entro cui gli Ippodromi devono effettuare i vari passi per ottenere l&#8217;autorizzazione Ministeriale a essere inseriti in Calendario. U.P.G. ha però richiesto di anticipare l&#8217;ultima <em>dead line</em> (i passaggi in totale sono 3) del controllo preventivo, che da proposta istituzionale prevede che le Società di Corse entro 30 giorni dall&#8217;inizio della propria attività forniscano una autocertificazione finale sia amministrativa sia tecnica di idoneità dell&#8217;impianto.<br />
<strong>U.P.G. ritiene che tale termine debba essere anticipato almeno a 45 giorni</strong>, per dare così il tempo al Ministero, sentite le Associazioni di categoria, in caso di problematiche, di riprogrammare il Calendario allocando al meglio le giornate.<br />
<strong>U.P.G. ritiene anche che qualsiasi annullamento di giornate e/o di corse, anche con successivo recupero in altra data, debba prevedere una multa, il cui importo deve essere realmente dissuasivo, che vada anche a favore degli Operatori</strong> a parziale compensazione dei danni subiti da simili avvenimenti.</p>
<p>   3. <strong>Attribuzione delle giornate ordinarie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta Ministeriale designa alcuni parametri (rating delle corse, media cavalli partiti, Classificazione ippodromi e Fattori correttivi locali) su base percentuale per definirne la distribuzione. Siamo d&#8217;accordo su questa impostazione ma troviamo che ci siano due aspetti importanti di cui tenere conto:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>U.P.G. ritiene che all’elenco degli indicatori presentato ne manchi uno essenziale, soprattutto parlando di distribuzione delle giornate ordinarie, cioè l’ammontare medio della raccolta di gioco sul campo e a livello nazionale dell’Ippodromo oggetto di valutazione</strong>. Ovviamente tale valore storico dovrà comprendere solo le corse in piano PSI, con l’esclusione degli importi legati alle corse in Ostacoli e alle corse per Anglo Arabi e PSA, che per loro natura renderebbero meno veritiera la misurazione. La raccolta di gioco consente anche di dare maggiore concretezza agli indicatori precedentemente richiamati.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>U.P.G. valuta che la forbice utilizzata per i primi tre indicatori (rating, media partiti e Classificazione) sia troppo ampia e porterebbe al concreto rischio di una attribuzione troppo generica e arbitraria</strong>. Avendo carattere oggettivo andrebbero riportati con un peso percentuale preciso o quantomeno con una forchetta molto meno ampia (oggi 20%-40%). Dall’altro lato siamo invece d’accordo a valutare con una forchetta allargata il quarto elemento, i fattori correttivi locali, che variano a seconda dell’ippodromo esaminato.</li>
</ul>
<p>4. <strong>Distribuzione giornaliera del palinsesto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di una corretta proposta di distribuzione giornaliera, che ricalca in buona sostanza quella di quest&#8217;anno e che lodiamo, <strong>U.P.G. reputa inderogabile per il 2027 lavorare al fine di arrivare anche a una non sovrapposizione delle tipologie di corse. Un simile risultato è conseguibile unicamente attuando una Programmazione Centralizzata.<br />
</strong>Consci delle difficoltà tecniche e gestionali che la Direzione avrebbe nel creare una struttura ad hoc, <strong>U.P.G. ha avanzato la proposta al Ministero di delegare a</strong><strong>ll&#8217;Unione tale servizio per quanto interessa il galoppo, ovviamente quest&#8217;ultima creerebbe a sua volta una struttura terza che possa lavorare in totale autonomia decisionale</strong>, seguendo in toto i Criteri di programmazione in vigore e relazionandosi con le già esistenti strutture tecniche Ministeriali.</p>
<p>   5. <strong>Distribuzione geografica e stagionalità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>U.P.G. evidenzia come la penuria di ippodromi al galoppo renda molto difficile e forse nemmeno utile valutare la stagionalità come un dogma. </strong>Piuttosto andrebbe introdotto, il concetto di meeting, più favorevole e vicino alle necessità del galoppo nazionale.<br />
Legandoci al concetto di distribuzione geografica è stata riportata la necessità che,<strong> a parità di numero di corse rispetto al 2026, si proceda una più ampia distribuzione delle corse per Anglo Arabi sul territorio nazionale per il 2027</strong>, questo per evitare una troppa densa programmazione in alcune regioni, vedi Toscana.</p>
<p>   6. <strong>Giornate più leggibili e sostenibili</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che un ulteriore passaggio sia dato dal diversificare il numero di corse per giornata in base alla classificazione dell’ippodromo.<br />
<strong>Negli ippodromi ordinari il numero minimo di giornate dovrebbe essere di 6 (sei) corse per giornata, come proposto anche nelle linee guida Ministeriali, negli ippodromi principali invece tale numero minimo dovrebbe essere elevato a 7 (sette)</strong>. Questa modifica è legata a una migliore allocazione e riuscita delle giornate, soprattutto negli ippodromi di prima fascia.</p>
<p>   7. <strong>Sviluppo TQQ</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è colta l&#8217;occasione per avanzare anche una proposta legata allo sviluppo della tipologia di scommessa ippica che storicamente ha rappresentato il principale collegamento tra l’ippica e il pubblico generalista. <strong>La proposta è di trovare uno sponsor partner, di grande impatto, che possa fungere da cassa di risonanza della scommessa e possa veicolarla al meglio </strong>da un punto di vista promozionale e in grado di raggiungere un numero sempre maggiore di scommettitori.<br />
Giova evidenziare come la storica <em>Tris </em>(oggi TQQ) rappresentasse il veicolo di maggiore successo del comparto scommesse ippiche con una penetrazione unica del mercato. Un rilancio in tal senso rappresenterebbe un volano unico per il comparto che ha già dimostrato negli ultimi due anni, seppur a fronte di piccoli, ma mirati, interventi, di poter tornare competitivo nel mercato dei giochi e scommesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste le osservazioni espresse &#8211; ripeto sulla base del documento presentato dalla Direzione Generale &#8211; mostrano un <strong>approccio di U.P.G. legato alla volontà di costruire e non distruggere</strong>, un metodo che non si ferma a una sterile critica, ma che prende il buono che viene proposto e prova, ove necessario, a offrire soluzioni concrete per migliorarlo. Siamo convinti che le idee qui sopra siano non soltanto attuabili, ma che siano un oggettivo aiuto al sistema galoppo.<br />
Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori incontri, ma nell&#8217;attesa sarei molto felice se arrivassero proposte e idee ulteriori da parte vostra, così da poter sempre migliorare la nostra amata ippica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter giugno 2026 &#8211; Derby Day e Assemblea UPG</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/06/04/newsletter-giugno-2026-derby-day-e-assemblea-upg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea ordinaria]]></category>
		<category><![CDATA[derby day]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, incominciamo questa newsletter di inizio giugno con il racconto della giornata clou che abbiamo vissuto martedì a Milano con il Derby Day trasferito nel capoluogo meneghino. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">incominciamo questa newsletter di inizio giugno con il <strong>racconto della giornata clou che abbiamo vissuto martedì a Milano con il Derby Day</strong> trasferito nel capoluogo meneghino. Un evento che speriamo possa essere stato un unicum, non perché San Siro non sia stato all&#8217;altezza, anzi, ma perché significherebbe la risoluzione dei problemi romani e la ripartenza con il passo giusto, cosa che la struttura di Capannelle merita per storia e centralità nel galoppo nazionale.<br />
Come accennato <strong>la giornata è stata ben confezionata sia in pista sia fuori e nonostante il pessimo meteo la Società di Corse ci pare abbia organizzato l&#8217;evento in maniera impeccabile</strong>. Certamente il diluvio occorso su Milano nelle ore appena antecedenti l&#8217;inizio del convegno ha tenuto lontano il grandissimo pubblico, ma l<strong>e due tribune presentavano tutto sommato un bel colpo d&#8217;occhio</strong> e siamo certi che quanto di buono presentato verrà ancora migliorato per la giornata delle Oaks, il 21 giugno prossimo.<br />
Da un punto di vista prettamente tecnico <strong>la trasferta più agevole ha certamente incentivato l&#8217;arrivo degli stranieri</strong>, numerosi come poche altre volte in passato e a memoria come mai negli ultimi dieci anni. Questa &#8220;calata&#8221; ha coinciso con le vittorie estere di <strong>Venetian Prince</strong> nel Nastro Azzurro e di <strong>Best Lightning</strong> nel Presidente della Repubblica, ma non ha impedito ai nostri di difendersi con ardore e di conquistare piazzamenti di prestigio come quelli di <strong>Grand Son Of Dark</strong> nel Derby, di <strong>Alburno</strong> nel Presidente della Repubblica e ovviamente di uno stoico <strong>Flag&#8217;s Up</strong> nel D&#8217;Alessio vinto dopo duello spettacolare da <strong>Zuckerhut</strong>. Ma non dimentichiamo anche la vittoria di <strong>Profit Centre</strong> in un <strong>Tudini</strong> dove i colori italiani hanno fatto anche secondo e terzo con <strong>Muchas Gracias</strong> e <strong>Noble Title</strong>. Ovviamente senza dimenticare le affermazioni di <strong>Grand Son Of Cotai</strong> nel Perrone e <strong>Steller&#8217;s Sea</strong> nello Sbarigia.<br />
Tutto considerato possiamo dire di avere vissuto una giornata che rinfranca con l&#8217;ippica che ci piace, quella di qualità che viene organizzata in un contesto adeguato e con le giuste attenzioni verso proprietari e pubblico, insomma un Derby Day come dovrebbe sempre essere, pioggia esclusa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto qualche giorno prima della super giornata, <strong>UPG ha, come sapete, svolto la sua Assemblea Ordinaria</strong>, dove i Soci presenti hanno <strong>approvato all&#8217;unanimità il rendiconto 2025 e il previsionale 2026</strong> e dove si è avuto modo di sviluppare a seguito della relazione annuale da me presentata (se avete piacere potete leggerla <a href="https://www.proprietarigaloppo.org/2026/06/01/assemblea-ordinaria-2026-relazione-presidente/"><strong>QUI</strong></a>) un interessante confronto su svariati argomenti, principalmente sulle attività future e sul ruolo che l&#8217;Unione deve svolgere nel complesso sistema ippico nazionale. Un <strong>dibattito franco, come detto su più aspetti, che ha portato tutti i presenti a esprimere la propria opinione</strong> e anche a fornire spunti per il lavoro dei Consiglieri.<br />
Nel corso dell&#8217;Assemblea si è provveduto anche a <strong>nominare il Collegio dei Probiviri</strong>, per il quale, sono stati eletti all&#8217;unanimità i Signori <strong>Barlocco, Fedeli e Mastrodonato</strong>. Desidero ringraziarli per aver accettato la carica e auguro loro, a nome di tutta UPG, un felice lavoro.<br />
Come ho anche riportato nella relazione, il numero dei nuovi Soci iscritti è in continua crescita, quindi un grazie di cuore a tutti voi che dimostrate di dare fiducia a UPG e in questa occasione desidero ricordare ai Soci che non l&#8217;avessero ancora fatto che il rinnovo della tessera UPG può essere compiuto effettuando un bonifico da € 150,00 sul conto intestato a UPGUnione Proprietari Galoppo, <strong>IBAN: IT25W0103001602000002185877<br />
</strong>Per quanto concerne invece l&#8217;ordinario, procede la spedizione via posta ai Soci della Tessera 2026, dell&#8217;Annuario e del libro storico, quest&#8217;ultimo molto gradito a quanto ci risulta.<br />
In attesa di poterci incontrare presto in Ippodromo vi ricordo l&#8217;appuntamento clou del 21 p.v. a Milano per le Oaks e il Milano e vi invio un caro saluto,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assemblea Ordinaria 2026 &#8211; relazione Presidente</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/06/01/assemblea-ordinaria-2026-relazione-presidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea ordinaria]]></category>
		<category><![CDATA[unione proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.proprietarigaloppo.org/?p=17524</guid>

					<description><![CDATA[Cari Soci, mi preme iniziare questa tradizionale relazione che apre l’Assemblea Annuale di Unione Proprietari Galoppo, con il ricordo di una persona che ci ha lasciato da poco e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Soci,</p>
<p>mi preme iniziare questa tradizionale relazione che apre l’Assemblea Annuale di Unione Proprietari Galoppo, con il ricordo di una persona che ci ha lasciato da poco e che per UPG (ma aggiungerei anche per tutto il mondo delle corse) ha significato molto, mi riferisco a Pierangelo Pavesi, l’Architetto, come da tutti era chiamato.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierangelo ha rappresentato o forse sarebbe meglio dire incarnato oltre mezzo secolo di passione ippica, non solo come Proprietario, con la sua Scuderia Valmolina, giubba bianca a strisce viola, ma anche come grande appassionato di corse, non mancava mai a una riunione milanese o varesina che fosse, nelle giornate autunnali, la sua silhouette con il trench e il cappello era inconfondibile.<br />
Ma l’Architetto è stato innegabilmente molto di più, perché la sua passione l’ha portato a impegnarsi a fondo a favore del nostro mondo, sia professionalmente (Varese, Milano e altri ippodromi portano, tra le altre, anche la sua firma) sia nelle varie Associazioni, che fosse quella degli Allevatori o la SIRE e ovviamente non poteva mancare il suo impegno a favore dei Proprietari.<br />
Fu Socio e probiviro della vecchia Associazione Proprietari, ma cosa ancora più lodevole e aggiungo impegnativa ne fu il liquidatore, non un passaggio facile. Poi, come già sapete, assieme ai nostri “Padri Fondatori” (Luciano Arcolini, Clementina Contini e Massimo Marchetti) fu il fondatore di Unione Proprietari Galoppo. Ne è stato anche Vice Presidente fino alla sua scomparsa e, vi assicuro, non sono frasi di circostanza, avendo lavorato più anni a stretto contatto con lui posso dire che ci mancherà e mancheranno a tutta l’ippica non soltanto le sue idee e i progetti, ma anche il suo sempre guardare al bene dell’Associazione e non al tornaconto personale di breve periodo. Non ricordo un momento di vera frizione con lui e certamente il merito è tutto suo e della sua capacità di stemperare sempre con ironia e garbo qualsiasi momento difficile. Ci mancherai caro Pierangelo, ma ti assicuro che la tua Unione non ti dimenticherà e lavorerà sempre per renderti orgoglioso di lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Compiuto questo doveroso ricordo mi fa molto piacere poter comunicare ai Soci che il Consiglio eletto a gennaio dello scorso anno ha lavorato fin da subito alacremente e, cosa ancora più importante, con grande profitto. La prova di ciò che vi riporto l’abbiamo nell’impennata di nuovi Soci iscritti. Certamente la scelta di praticare un prezzo d’ingresso “calmierato” ha aiutato, ma l&#8217;aver pressoché raddoppiato i numeri precedenti, dimostra come UPG sia oramai vista come una presenza concreta, attiva e capace di farsi ascoltare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per inciso, mi fa particolare piacere notare come molti nuovi iscritti arrivino anche dal settore ostacolistico, troppo spesso dimenticato e che invece, ne sono intimatamene convinto, se ben gestito e innovato, potrebbe fornire moltissime nuove Scuderie e Proprietari, questo anche per la sua naturale contiguità con l’equitazione.<br />
Proprio per questa ragione UPG si è spesso spesa per introdurre correttivi e novità in questo comparto. Novità che arrivano da proposte e suggerimenti dei Soci e dal lavoro dei Consiglieri, in questo caso in special modo i Consiglieri più vicini alla disciplina e che si sono concretizzate in alcune novità inserite nella circolare di programmazione che hanno incrementato il numero di cavalli trasferiti verso i salti. Non voglio certo fare facili trionfalismi, ma se pensate alla situazione drammatica che la disciplina viveva, penso che molto sia stato compiuto, certo ancora tanto resta da fare, ma se il Ministero continuerà nella sua opera di confronto, penso ad esempio all’introduzione del sistema per fasce anche negli ostacoli (in piano è già operativo e ne parleremo poco più avanti), allora ben più di una fiammella di speranza potremo scorgere per l&#8217;ostacolismo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo delle proposte di UPG, bene sono felice in questa occasione di potervi qui comunicare che una delle battaglie più importanti per la nostra Associazione, quella dell’inserimento in Regolamento dei Sindacati dei Proprietari, pare finalmente essere vicina a diventare realtà. Infatti, nella bozza del nuovo Regolamento delle Corse, che se tutto procederà ordinatamente dovrebbe venir pubblicato il prossimo anno, si riporterà questa fondamentale innovazione. Finalmente i Sindacati potranno essere costituiti alla luce del sole, con tutti gli appartenenti registrati presso l’Ente e soprattutto gli stessi potranno ricevere quanto loro spettante senza dover trovare escamotage che non solo sono poco chiari, ma che spesso sono uno dei motivi principali per i quali alla fine i Sindacati si sfaldano e cessano di esistere.<br />
Se tutto verrà confermato, sempre bene utilizzare il condizionale, potremmo davvero dire che UPG ha ottenuto con il suo impegno qualcosa di straordinario, perché in tutto il mondo la tendenza è quella che vede queste forme di proprietà prendere sempre più piede, magari non soppiantare le tradizionali modalità, ma certamente affiancarle e rendere l’esperienza del Proprietario più facile, soprattutto per i neofiti che si avvicinano al nostro mondo. Sono anche particolarmente felice perché questo inserimento in Regolamento chiuderebbe idealmente una delle prime iniziative intraprese con il precedente Consiglio che ho avuto l’onore di presiedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nell’annata possiamo dire che un altro successo del sistema ippico nel suo complesso, e ovviamente di UPG, è stata l’introduzione, come accennato poc’anzi, degli handicap per fasce in piano. Questa novità era stata richiesta da tempo dai Proprietari perché consente una migliore distribuzione delle risorse, andando a privilegiare i cavalli medi e medio-buoni che fino a quest’anno venivano sacrificati da una programmazione che non permetteva loro di poter guadagnare il giusto premio.<br />
Collegata a questa che ritengo un’ottima riforma, ovviamente la si dovrà mettere a punto, come è prassi per qualsiasi modifica, ma l’impianto è buono, si è avuto anche un incremento nelle risorse a disposizione per la voce montepremi, all’incirca un 10%, un segnale politico importante da parte del Ministero, soprattutto in un momento in cui, in tutta Europa, le risorse a disposizione dei Proprietari calano, talvolta anche sensibilmente. Questo aumento, grazie, anche in questo caso, all’intervento preciso e puntuale di UPG e ANG, è stato possibile indirizzarlo per una buona percentuale verso la fascia di cavalli di cui abbiamo appena parlato.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine trovo doveroso ricordare come i pagamenti si siano dallo scorso anno stabilizzati attorno ai 90 giorni. Un risultato di cui va dato il giusto merito alla Direzione Generale per l’Ippica, la quale ha messo molto impegno per ridurre i tempi di erogazione, ma non dimentichiamo il continuo pressing che UPG ha svolto in passato per risolvere una problematica che la maggioranza dei Proprietari percepiva come primaria. Personalmente ritengo che oggi la tematica possa dirsi superata, infatti tranne che a inizio anno, dove, per questioni legate alla chiusura degli uffici preposti, i tempi si allungano a 4, massimo, 5 mesi, per il resto dell’anno le tempistiche sono ridotte attorno ai già citati 90 giorni. Se pensiamo che la gestione è statale e non privatistica direi che non possiamo certo lamentarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Come potete vedere il lavoro fatto è stato tanto e vi assicuro che questi sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalla vostra UPG nell’annata 2025 e in questi primi mesi del 2026, diciamo quelli macro.<br />
Ovviamente potremmo continuare ancora per molto, ma non voglio tediarvi e ricordo succintamente solo l’ottenimento di un ristorno a favore delle Scuderie per le corse annullate a Milano il 02 maggio e anche per la corsa in pista dritta cancellata a Napoli a inizio anno. Un risultato che testimonia l’attività di UPG e la sua centralità nel sistema galoppo nazionale. Adesso l’obiettivo è quello di allargare a tutti gli ippodromi questa pratica e possibilmente codificarla anche nel Regolamento, così che il buon esito non venga lasciato alla bravura di UPG o alla comprensione della Società di Corse.<br />
Ricordo anche l’accesso gratuito per i soci UPG negli Ippodromi di Milano e Merano. Una piccola cosa, forse, ma che vi assicuro è stata molto gradita, soprattutto da parte di quei Soci frequentatori dell’Ippodromo altoatesino.<br />
Così come l’invio dei libri della collezione Calori – Compagnia delle 5 vie per tutti i Soci, oltre ovviamente alla tessera e all’Annuario. Piccoli ma importanti segnali di attenzione verso gli iscritti. Faccio notare che la quota, già di per sé molto contenuta, non prevede alcuna percentuale sui premi, altro aspetto che penso sia indicativo della volontà di cercare di aumentare sempre e comunque la base di soci. Perché mai come in questa situazione lo slogan di UPG, “più siamo e più facciamo”, corrisponde a verità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente non possiamo non ricordare anche gli aspetti negativi che il nostro galoppo ha dovuto affrontare. Primo fra tutti la chiusura dell’impianto di Capannelle. Un colpo tremendo che poteva rappresentare il de profundis per il galoppo nazionale, cosa che per fortuna non è avvenuta.<br />
Certamente la situazione non è stata facile e non lo è nemmeno oggi. Perdere uno dei due poli principali nel giro di un paio di mesi non poteva non avere ripercussioni. Dal punto di vista tecnico, grazie anche alle proposte formulate dalle categorie e ben presentate da ANG, si è optato per trasferire il percorso selettivo in Ippodromi che consentissero di mantenere la valenza tecnica di tali prove e credo che il risultato sia ampiamente lusinghiero, viste le tante Scuderie estere che hanno deciso di intraprendere la trasferta verso Milano.<br />
Per le giornate di routine invece la proposta prevedeva di seguire il principio della vicinanza con Capannelle. Anche in questo caso non possiamo dire che si siano fatti errori particolari, magari si poteva cambiare qualcosa, ma obiettivamente la penuria di ippodromi in attività al galoppo non consentiva grandi voli pindarici.<br />
Gli allenatori romani hanno in seguito lamentato la mancanza di alcune prove per 2 anni e le loro richieste sono state accontentate, ritengo più per ragioni sociali e politiche, si era nei giorni successivi all’esito del referendum, che per una reale necessità, difatti tali prove non hanno avuto particolare successo. La contrarietà delle Associazioni risultava fondata, ma si sa, la politica ha un metro di giudizio legato anche ad aspetti appunto sociali che in alcuni casi possono andare in contrasto con le reali necessità tecniche del settore e finché l’Ente gestore sarà il Masaf è innegabile che questi aspetti vadano tenuti in considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, la vicenda Capannelle dimostra come la questione Ippodromi sia il vero punto dolente nel sistema. La classificazione, non importa qui che che la si ritenga giusta o sbagliata, ha avuto l’indubbio merito di responsabilizzare gli ippodromi e di portare una ventata di imprenditorialità in una nicchia che ha vissuto con la “mangiatoria bassa” per troppo tempo. L’altra conseguenza però è stata di portate a galla le problematiche di quelle realtà che negli ultimi anni hanno sempre vissuto sul filo del rasoio. Roma, Varese, Livorno, Follonica e altri, erano già in forte difficoltà prima della classificazione. Purtroppo la realtà del galoppo sconta anche la mancanza di un numero adeguato di ippodromi e dunque ogni chiusura o sospensione della attività diventa un macigno che obbliga a una serie di capriole non semplici.<br />
La soluzione, a mio modo di vedere, non può risiedere, come alcuni propongono, in un taglio ulteriore nel numero degli ippodromi in attività, perché così facendo si recidono le radici della passione. Piuttosto, serve un sistema che gestisca meglio le risorse e premi chi lavora bene. Gli ippodromi sono centrali per il settore, va trovata una via che sia virtuosa e permetta loro di prosperare, se capaci, ma non sulle spalle degli ippici.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra questione è la situazione di UPG in ANG, seguente alle mie dimissioni da Presidente di ANG. Non voglio certo annoiarvi con i perché si sia giunti a questo passo, non è questo il luogo e ci vorrebbe troppo tempo e peraltro non penso sia nemmeno così centrale nella problematica. Accenno solo che tale mio atto deriva da una sfiducia del Consiglio ANG non motivata da reali mancanze nella gestione, infatti, i risultati ottenuti, in parte riportati anche in questa relazione, testimoniano bene come nessuno, intellettualmente onesto, possa lamentarsi di come ho svolto il mio ruolo di Presidente di ANG.<br />
Ma, come ho appena riportato, questo è aspetto secondario, non si smette di lavorare perché non si è più Presidenti o Rappresentanti di un Ente, anzi, nel mio caso, è semmai una spinta ulteriore a impegnarsi ancora di più.<br />
La questione davvero rilevante è che quanto accaduto mostra i limiti di ANG, sia statutari sia di funzionamento.<br />
Statutari perché a oggi i nuovi rappresentanti decisi dal Consiglio Direttivo di UPG – che ha scelto di cambiare entrambi i suoi rappresentanti in ANG dopo quanto successo – non sono stati ancora accettati dal Consiglio di ANG e questo è un vulnus grave, perché non può essere ANG a decidere se accettare o meno uno o più Consiglieri di una Associazione membra, aggiungo per di più di una Associazione che è Socia Fondatrice Privilegiata. Il Consiglio Direttivo di UPG ha deciso di sostituire entrambi i suoi rappresentanti e questo deve essere accettato da ANG, per il semplice fatto che sono le Associazioni i membri di ANG e quindi va riconosciuta la totale autonomia decisionale su queste scelte.<br />
Ovviamente mi auguro che il buon senso prevalga e ANG capisca come il suo ostruzionismo faccia danni, soprattutto alla stessa ANG, che oggi a livello regolamentare fatica a operare in maniera piena.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le problematiche non sono finite per ANG, perché quanto accaduto mette in mostra, come accennato, un ulteriore problema di funzionamento di questa Associazione, cioè il fatto che il peso dei due attori principali, se volete le colonne portanti, mi riferisco ai Proprietari in primis e poi gli Allevatori, è oggettivamente non adeguato. In un Consiglio di nove membri, solo quattro rappresentano le uniche realtà di investitori forti e centrali, mentre la maggioranza è in mano a categorie per le quali ho il massimo rispetto, ma che rappresentano fornitori di servizi, oppure appassionati o anche realtà di nicchia e troppo limitate. Per capirci e per calare nel concreto il mio ragionamento, su temi come la programmazione, ma direi su tutti i temi prettamente di riferimento dei Proprietari non può succedere che altre Associazioni possano eludere le scelte di UPG. Peraltro quanto viene richiesto non è qualcosa di nuovo, ma è quanto prevede lo Statuto ANG a favore di ANAC nelle questioni allevatoriali. A pari responsabilità devono corrispondere pari diritti.<br />
Sgombro il campo da qualsiasi equivoco, la questione non è nuova, lo Statuto sono anni che riporta questi errori, ma se volete è proprio grazie a quanto accaduto, come si dice non tutti i mali vengono per nuocere, che è balzata alla ribalta e credo vada affrontata e risolta se vogliamo che ANG possa avere un futuro positivo e migliore, cosa che UPG si augura.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine va evidenziata una lettura fallace, da parte di alcune Associazioni appartenenti ad ANG, di cosa questa rappresenti, infatti per alcuni viene vista come una sorta di Jockey Club. Tale interpretazione è fortemente sbagliata e foriera di errori.<br />
Oggi la realtà ci dice che non esistono le condizioni oggettive per pensare ANG come a un Jockey, il potere decisionale è nelle mani del Ministero e ANG ha funzione di lobby, nel senso alto del termine, cioè un ente che propone e cerca di portare il soggetto decisore verso le scelte presentate, nulla di più. Pensare di essere altro porta ad aspettative esagerate, a vedere qualsiasi proposta di ANG come un atto che va concretizzato senza se e senza ma, ma così non è, lo ribadisco, il MASAF è l’unico soggetto decisionale e le categorie e quindi anche ANG sono e devono fungere da Consiglieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Come vedete non ci sono solo aspetti positivi, ma sono convinto che alla fine la buona volontà prevarrà e tutto si risolverà per il meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto sono ottimista per il futuro della nostra Unione Proprietari. Il Consiglio che mi onoro di presiedere ha dimostrato di saper lavorare bene e senza sosta. I Consiglieri tutti, si sono sempre impegnati a fondo e nessuno ha mai lesinato tempo, anzi spesso hanno tolto ore alla famiglia o al lavoro per poter meglio assolvere i loro compiti e quindi li ringrazio pubblicamente per il loro impegno e per l’aiuto che mi hanno sempre dato.<br />
Il 2026 deve vedere UPG proseguire sulla strada intrapresa e continuare a difendere gli interessi dei Proprietari e quindi lavorare per ottenere una programmazione sempre più razionale e che renda sempre più spettacolari le corse, Questo deve essere l’obiettivo, perché senza corse “belle” non porteremo nuovo pubblico e senza di esso non potremo avere nuovi Proprietari e in definitiva non avremo un futuro.<br />
Altro aspetto è quello legato all’accoglienza, UPG deve far sì che gli ippodromi elevino sensibilmente gli standard di ospitalità, soprattutto quelli nei confronti dei Proprietari. Solo in questo modo potremo farli sentire ben accolti e felici di essere la parte centrale del nostro sport, assieme ai nostri amati cavalli.<br />
Questi ultimi non sono certo dimenticati da UPG, anzi sono il vero motivo del nostro essere qui oggi. Il Proprietario vero ama il suo compagno di avventura e come Unione abbiamo il dovere di rendere le procedure sempre più attente al benessere animale, cosa che sta molto a cuore anche al Ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">Grandi sfide attendono UPG, ma non dobbiamo averne paura, abbiamo dimostrato che l’Unione ha le capacità e la forza per farvi fronte. Questi anni hanno dimostrato come si sia sempre operato in maniera trasparente e coerente e i frutti di tale comportamento lineare li stiamo raccogliendo, Dunque il mio saluto finale a voi è una esortazione a continuare con questa passione e a non mancare mai di vedere UPG come il luogo del confronto, dove ogni idea ha diritto di ascolto e dove il dibattito è sempre sostenuto. Le newsletter che ricevete periodicamente servono proprio a questo, a cercare di stimolare la discussione per cercare di trovare assieme le soluzioni migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie dell’attenzione e viva l’ippica italiana.</p>
<p>Antonio Viani<br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ANG</p>
<p>FUTURO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Programmazione 2026: molti miglioramenti, ma qualcosa da correggere rimane</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/04/24/programmazione-2026-molti-miglioramenti-ma-qualcosa-da-correggere-rimane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[ingresso ippodromo]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari amici, torno a voi per valutare assieme questi primi mesi di corse e come hanno impattato le modifiche inserite nella Circolare di Programmazione 2026. In sostanza se a vostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari amici,</p>
<p style="text-align: justify;">torno a voi per <strong>valutare assieme questi primi mesi di corse e come hanno impattato le modifiche inserite nella Circolare di Programmazione 2026</strong>. In sostanza se a vostro parere vi sono stati effetti, positivi o negativi, e se i nuovi accorgimenti inseriti abbiano o meno portato a corse più belle, per quanto questo termine sia soggettivo e possa essere declinato in svariati significati, talvolta anche in antitesi tra loro a seconda dello sguardo di chi esamina.<br />
Certamente prima di qualsiasi valutazione dobbiamo premettere che <strong>siamo ancora all&#8217;inizio della stagione</strong>, siamo solo a fine aprile, quindi a nemmeno 4 mesi dall&#8217;introduzione della Circolare 2026, tutto sommato un tempo abbastanza breve e dunque <strong>ogni valutazione andrà aggiornata a fine anno</strong>, quando potremo valutarne più compiutamente l&#8217;effetto. Inoltre non possiamo dimenticare che <strong>l&#8217;assenza dal palinsesto delle corse di Roma rende certamente meno facile paragonare i primi mesi di quest&#8217;anno con quelli del 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatte dunque le doverose premesse, <strong>ad un primo controllo è evidente come il numero dei partenti di media delle varie giornate sia aumentato</strong>, se vogliamo spesso anche in maniera considerevole. Che possa essere dovuto all&#8217;assenza di Roma? Potrebbe anche essere, ma le giornate di Capannelle sono state redistribuite quasi tutte, solo una è stata annullata, quindi non si è avuta una contrazione pesante, personalmente ritengo che tale assenza abbia inciso maggiormente per evitare<strong> l&#8217;assenza o quasi di sovrapposizioni tra giornate</strong> e questo potrebbe essere il vero motivo dell&#8217;aumento nei partenti medi. Dunque se volessimo tradurre quanto visto in una regola, potremmo dire che <strong>una migliore allocazione temporale delle giornate aiuta ad avere campi più folti</strong>.<br />
Altro aspetto, l&#8217;inserimento degli <strong>handicap per fasce</strong>, che penso abbia portato una maggiore trasparenza e facilità di comprensione anche per lo scommettitore, assieme ad un <strong>vantaggio economico innegabile per i cavalli della fascia media e medio-alta</strong> che hanno finora avuto a disposizione un montepremi sensibilmente migliore rispetto al recente passato.<br />
Dal punto di vista delle scommesse, i numeri paiono dare ragione a questa impostazione, gli incrementi nei volumi scommessi sono sensibili e, giova ricordarlo, si registrano nonostante un campo basilare come Roma non sia attivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La programmazione 2026 quindi finora porta con sé una serie di buone notizie che premiano l&#8217;impostazione ministeriale e permettetemi di aggiungere <strong>premiano anche lo sforzo dalle categorie in sede di confronto e proposta</strong>, aggiungerei infine un <strong>plauso al lavoro svolto dall&#8217;ufficio tecnico di ANG</strong> che da inizio anno ha non solo valutato i programmi uno per uno, ma li ha anche incrociati tra loro per evitare corse identiche tra ippodromi che operavano nel medesimo periodo, un lavoro davvero enorme che è giusto evidenziare, a maggior ragione perché compiuto senza pesare sul settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo aspetti positivi dunque? No, bisogna essere sempre onesti e quindi se molto è stato fatto e oggi abbiamo programmi nel complesso coerenti, <strong>va anche ammesso che alcune cose ancora non vanno e mi riferisco in questa occasione al programma dei 2 anni</strong>.<br />
Anche in questo caso serve una premessa fondamentale, siamo all&#8217;inizio del percorso, pochissime corse sono state disputate, ma rimane il fatto che vedere la prima corsa dell&#8217;anno con 3 soli cavalli partiti e le successive corse di Milano con il medesimo numero di cavalli nelle gabbie è un <strong>campanello di allarme</strong> che deve assolutamente farci riflettere.<br />
<strong>Come UPG avevamo avvertito che nel primi mesi, diciamo fino a fine giugno, si correva il rischio di avere campi troppo scarni,</strong> difatti si era provato a suggerire di ridurre il numero di corse in questa primissima fase e piuttosto aumentarne il numero nel periodo autunnale. Così finora non è stato, si è preferito correre dietro alle richieste, a nostro avviso poco lungimiranti, di chi pensa che l&#8217;ippica sia un mercato usa e getta. Quindi rispetto al calendario iniziale si sono inserite altre corse, ma è evidente come tale modifica non abbia portato benefici al settore.<br />
Mi auguro ovviamente che questa penuria sia solo una questione temporanea e che già dalle prossime prove ci aspettino campi che permettano di avere uno spettacolo godibile e sul quale sia possibile raccogliere un minimo di gioco. Infatti <strong>il problema non afferisce solo alla questione tecnica, ma situazioni simili impattano molto, anzi moltissimo, anche sull&#8217;aspetto delle scommesse</strong>. Una corsa con 3 cavalli partiti non permette molte delle possibili giocate e alla fine è una rimessa pesante per lo Stato sotto ogni punto di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripeto, mi auguro sia temporanea come problematica, ma siccome ho parecchi dubbi in tal senso, quantomeno in questi mesi fino all&#8217;estate, penso sia necessario che si ponga il focus su come <strong>tali spettacoli nuocciano in primis al settore stesso e si prendano i provvedimenti necessari</strong>. Ovviamente i team vincitori di tali prove saranno felici e questa non è certo una critica a loro, ma dobbiamo chiederci quale sia il prezzo per l&#8217;intero settore e soprattutto se è un &#8220;costo&#8221; che possiamo sostenere nel lungo periodo. Possiamo permetterci di mandare in scena corse poco o per nulla interessanti, sia per gli appassionati, sia anche per gli scommettitori?<br />
Certamente si potrà ribattere che anche nel passato ci si poteva imbattere in corse simili, ma le condizioni e il contesto nel quale si operava erano totalmente differenti, sia dal lato del gioco (vivevamo in una sorta di duopolio con ippica e totocalcio) sia dal lato dell&#8217;importanza sociale che l&#8217;ippica riscuoteva nel pubblico generalista. Oggi queste condizioni sono mutate radicalmente e penso che si debba cercare a tutti i livelli di fornire uno spettacolo che sia il migliore possibile, sotto ogni punto di vista.<br />
Come fare dunque? <strong>Le soluzioni sono molteplici, ma tutte muovono da una valutazione semplice, il numero di prove deve essere tarato sul numero di cavalli che possono correre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che il tema sul tavolo possa aiutare ad aprire un dibattito fruttuoso, mi aspetto anche e soprattutto gli interventi di chi ha un pensiero opposto rispetto alla mia tesi, perché solo così potremo avere la speranza di migliorare.<br />
Nell&#8217;attesa, cambiando tema, sono felice di potervi comunicare che negli <strong>Ippodromi di Milano e Merano l&#8217;accesso è gratuito per i Soci UPG che presentino la tessera dell&#8217;associazione ai cancelli d&#8217;infgresso</strong>. Una piccola ma significativa novità che da il giusto risalto al ruolo che i Proprietari ricoprono. Ovviamente siamo in attesa di risposte anche dagli altri ippodromi, speriamo e confidiamo saranno identiche a quelle avute qui sopra.<br />
Infine vi do appuntamento a <strong>Firenze, il 25 aprile</strong>, in occasione della tradizionale Corsa dell&#8217;Arno e successivamente a <strong>Milano, il primo maggio</strong>, con la grande giornata delle Ghinee Italiane, giornate importanti che è giusto vivere dal vivo. A presto,</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meno nascite uguale meno corse. Equazione vincente o no?</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/02/09/meno-nascite-uguale-meno-corse-equazione-vincente-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 14:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[british horseracing authority]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, lo scorso fine settimana è uscito un interessante articolo su Grande Ippica Italiana (potete leggerlo QUI) che riportava la notizia del calo delle nascite nel Regno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">lo scorso fine settimana è uscito un interessante articolo su Grande Ippica Italiana (potete leggerlo <a href="https://www.grandeippicaitaliana.it/news/regno-unito-nuovo-allarme-rosso-meno-nascite-meno-corse-la-bha-ipotizza-tagli-drastici-al-calendario/"><strong>QUI</strong></a>) che riportava la notizia del <strong>calo delle nascite nel Regno Unito</strong>, avvenimento che a cascata potrebbe, basilare usare il condizionale, portare a una riduzione del numero dei cavalli in allenamento, si ipotizza una forbice tra il 5 e il 10% in meno, e di partenti nei convegni. Il tutto si concretizzerebbe in un potenziale minore appeal per le scommesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente in UK la notizia ha portato subito a una serie di ipotesi tra cui un <strong>taglio di circa il 10% delle giornate di corsa nel 2027</strong>, nel caso britannico si tradurrebbe in una decurtazione di circa 145 convegni, sul totale di 1458 previsti per il 2026.<br />
Questo taglio avrebbe un <strong>duplice obiettivo</strong>, nel breve <strong>concentrare i cavalli sulle corse rimaste</strong> aumentando il numero dei partenti (nel 2025, 8,99 di media in piano e 7,84 in ostacoli) e nel medio lungo termine <strong>creare una strategia per incentivare l&#8217;allevamento e la proprietà</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa soluzione può avere successo ed è la strada corretta da seguire?<br />
Lo stesso Ceo ad interim di BHA (British Horseracing Authority), <strong>Brant Dunshea</strong>, avverte che ci sono dei rischi derivanti da questi obiettivi: <b>cancellare corse significa anche colpire le entrate finanziarie dello sport</b>. Della serie, meno corse significa meno entrate, perché aumentare il numero dei partenti difficilmente potrà aumentare il volume delle scommesse così tanto da coprire le minori entrate derivanti dal taglio. Questo è aspetto certamente fondamentale, soprattutto nel breve periodo.<br />
Credo però ve ne sia un altro forse altrettanto importante che agisce più sul medio-lungo periodo: <strong>ridurre le giornate significa ridurre le opportunità di promozione del nostro sport</strong>. Ogni convegno è un&#8217;occasione (se ben sfruttata) per veicolare la bellezza e le emozioni che suscitano le corse dei cavalli, quindi un taglio rischia di produrre l&#8217;effetto opposto rispetto a quello che si ricerca, ovverosia disaffezione, perché sappiamo bene come la passione nasca dalla possibilità di vedere le corse. La <strong>vera sfida, a prescindere dalla situazione contingente britannica, è distribuire bene le giornate a disposizione sul numero di ippodromi in attività </strong>(inciso, la situazione che stiamo vivendo con Capannelle e/o Livorno fa capire bene l&#8217;importanza di avere più ippodromi e non solo un ristretto numero).<br />
Il taglio di per sé inoltre comporterebbe che sempre più cavalli sarebbero portati verso l&#8217;uscita dal circuito, quelli ovviamente meno performanti e quindi si rischia di non raggiungere nemmeno il primo obiettivo di aumentare i partenti e aggiungo si rischia di minare alla base quello che è il secondo obiettivo, incrementare i prodotti nati.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccoci dunque al secondo target, quello di lungo termine, cioè <strong>aumentare la produzione</strong>. L&#8217;idea è quella di incentivare l&#8217;allevamento e la proprietà. Siamo sicuri che serva incentivare l&#8217;allevamento se vogliamo aumentare i nati?<br />
Lo so, sembra un paradosso, ma forse non così tanto. <strong>Non fraintendetemi, l&#8217;allevamento è basilare e va sempre sostenuto perché da un allevamento forte discendono cavalli buoni, spettacolo in pista e in definitiva un allevamento in salute è uno dei principali indicatori di uno sport florido</strong>. Ma forse l&#8217;allevamento non è la prima leva da utilizzare nel nostro caso specifico e vado a spiegarvi meglio il perché.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La domanda da porci è: perché si riducono i nati?</strong> Plausibile risposta: perché costa troppo allevarli. Non è mica tanto vero, certamente l&#8217;allevamento costa, ma è un costo relativo e soprattutto per chi è già allevatore aggiungere una fattrice ha un costo marginale molto basso, perché consente di ripartire i costi fissi su una platea più ampia. Eppure le statistiche ci dicono che gli allevamenti riducono il numero di fattrici o addirittura chiudono. Questo deriva dal fatto, appunto, che <strong>il costo è un indicatore relativo</strong>, cioè va confrontato con le entrate che derivano dalla vendita della produzione. Per farla ancora più semplice, se ho costi di produzione per 100 e ricavi di vendita per 130 continuerò a produrre, anzi con ogni probabilità aumenterò il numero delle fattrici, se invece a fronte di costi per 100 il mio income sarà di 70, è giocoforza che piano piano io riduca o smetta, la passione può sostenere qualche anno ma è difficile che possa durare a lungo.<br />
Certamente <strong>l&#8217;idea di cercare di ridurre i costi, con politiche di incentivi e aiuti, non è sbagliata</strong>, ma innanzitutto è parecchio costosa come scelta, ma è anche una strategia con un risultato molto incerto, perché rimane il fatto che l&#8217;acquirente non c&#8217;è o è molto inferiore rispetto al passato, quindi si rischia di innescare un meccanismo di sovraproduzione che non aiuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero problema e anche la risposta alla domanda suddetta infatti è che manca o è ridotta la domanda. <strong>Il problema sta nella scarsità di acquirenti in generale e in particolare di acquirenti disposti a riconoscere il prezzo giusto/sostenibile per l&#8217;allevatore</strong>.<br />
<strong>La variabile su cui dobbiamo lavorare in prima battuta sono proprio i Proprietari </strong>e come fare per aumentarli nei numeri e nella capacità di spesa.<br />
Sono loro la <strong>leva primaria</strong> per aumentare il numero dei nati. Quando avremo lavorato bene su questa, allora sì che sarà fondamentale operare sugli incentivi all&#8217;allevamento. Più verranno poste in essere politiche capaci di avvicinare nuovi proprietari e far aumentare nella quantità e nella qualità il numero di acquisti dei proprietari esistenti, più l&#8217;allevamento sarà incentivato a produrre di più e meglio. <strong>Se la domanda chiama, l&#8217;offerta ha tutto l&#8217;interesse a rispondere presente</strong>.<br />
<strong>Come fare ad aumentare i Proprietari? Risposta semplice e complicata al medesimo tempo: rendere sempre più bella e affascinante l&#8217;esperienza ippica</strong>. Quindi lavorare su cose che abbiamo già più volte discusso, come <strong>l&#8217;accoglienza</strong> e <strong>l&#8217;ospitalità</strong> in ippodromo, la <strong>gestione del rapporto allenatore &#8211; proprietario</strong>, la <strong>trasparenza</strong> e la <strong>semplicità</strong> nei processi e in definitiva tutte quelle iniziative e azioni capaci di r<strong>endere desiderabile l&#8217;essere proprietari</strong>. Certamente anche il <strong>montepremi</strong> di una corsa ha il suo valore, ma vi assicuro che questo non è il primo aspetto che un vero Proprietario (la P maiuscola è voluta) guarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne pensate? Attendo le vostre idee, anche e soprattutto se sono in disaccordo con la mia valutazione, così da poter davvero aprire un sano e costruttivo dibattito. Un grande saluto a presto,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter gennaio: 2026 anno del cavallo e anche anno degli Ippodromi!</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2026/01/21/newsletter-gennaio-2026-anno-del-cavallo-e-anche-anno-degli-ippodromi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 15:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[ippodromi]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, Ancora buon anno a tutti voi, come avete certamente letto ovunque, il 2026 nel calendario cinese è legato alla figura del cavallo, speriamo sia di buon [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora buon anno a tutti voi, come avete certamente letto ovunque, il 2026 nel calendario cinese è legato alla figura del cavallo, speriamo sia di buon auspicio e che le basi che sono state poste portino al definitivo rilancio del nostro amato sport.<br />
Permettetemi di iniziare con una piccola celebrazione di UPG, infatti <strong>con il 2026 la vostra newsletter associativa festeggia il suo sesto anno consecutivo di pubblicazione</strong>, un bel traguardo che spero possa essere accolto da tutti voi con gioia visto che non è scontato, vi assicuro che non è facile mantenere nel tempo l&#8217;impegno di pubblicare con buona cadenza e anche perché questa è una delle poche voci ippiche rimaste e soprattutto, come ripeto sempre, un luogo di confronto e di approfondimento tra appassionati di galoppo quali tutti noi siamo. Non è un discorso retorico, <strong>credo davvero che solo unendo le idee e le esperienze di tutti noi si possa arrivare a riformare al meglio il nostro settore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripartiamo dunque con la newsletter di gennaio che incentriamo sul tema riportato nel titolo, gli <strong>Ippodromi</strong>.<br />
Ne abbiamo parlato spesso, anche nel recente passato, ma adesso dobbiamo tornarci.<br />
A <strong>Varese è stata ufficializzata la nuova Società di gestione, la Varese Turf &amp; Sport</strong>, che raccoglie una travagliata eredità dalla SVICC, che come sapete negli ultimi anni ha incontrato parecchie difficoltà, creando peraltro parecchi grattacapi a operatori e appassionati varesini e e lombardi.<br />
Ma non solo, assieme a questo cambio di gestione abbiamo anche quelli di <strong>Corridonia, che passa alla società Global Service legata alla famiglia Carelli</strong> che già gestisce Taranto, e, soprattutto, non si arrabbino gli amici marchigiani, il <strong>passaggio storico dell&#8217;Ippodromo di Roma Capannelle alla compagine della Marsicana Srl</strong>, che già gestiva l&#8217;impianto di Tagliacozzo.<br />
Insomma un risiko che speriamo possa arrivare a coinvolgere anche l&#8217;Ippodromo di <strong>Livorno</strong> giacché non si può parlare di estate felice se non si corre nello splendido impianto vista mare del Caprilli.<br />
Assieme a questi non va dimenticato il <strong>cambio di Società a Napoli</strong>, dove, come vi avevamo già accennato nei mesi scorsi, la compagine societaria che gestiva l&#8217;impianto è mutata, o meglio si è ampliata a nuovi soci e <strong>con la nuova società si è giunti alla firma con il Comune del progetto di sviluppo di</strong> <strong>Agnano</strong>, sulla carta davvero affasciante e che potrebbe rappresentare quel rilancio che uno degli ippodromi principali dell&#8217;ippica (intesa qui come trotto e galoppo) attende da molto tempo. Un&#8217;arena che possa vivere tutto l&#8217;anno grazie a eventi e concerti e dove l&#8217;ippica rivesta un ruolo centrale. Anche <strong>Milano</strong> non è stata esente dai cambiamenti, infatti nello scorso anno abbiamo avuto l&#8217;acquisizione di Snai da parte di Flutter e questo ha portato in questo inizio di anno all&#8217;arrivo di un <strong>nuovo management chiamato a gestire gli impianti di Milano e Montecatini</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente trovare punti in comune tra queste vicende così differenti è difficile, <strong>forse l&#8217;unico aspetto che li accomuna è la volontà di tutti questi attori, nuovi e meno nuovi, di investire nel rilancio delle strutture</strong>. I tempi dove bastava avere in gestione un ippodromo per poter guadagnare sono finiti da un pezzo e credo che questi cambi diano il segno evidente della fine di un&#8217;epoca.<br />
Oggi l&#8217;attività di gestione può essere ancora redditizia o quantomeno non una totale rimessa e questo penso si evidenzi nel fatto che nonostante i tanti lamenti che spesso sentiamo salire dal lato ippodromi, alla fine quasi tutti trovano un gestore e chi eventualmente non lo trova è perché la situazione particolare risulta spesso talmente ingarbugliata a livello burocratico comunale (vedi Follonica) che diventa impossibile per chiunque avvicinarsi.<br />
Però dobbiamo ammettere che<strong> per dirsi sostenibili oggi serve un progetto importante e ben definito e ritengo che in molti dei casi citati sia già stato ben esplicitato</strong>.<br />
Detto di Napoli, per Milano mi pare significativo che le prime parole dette dal nuovo Dirigente Responsabile di San Siro, il Dottor <strong>Chantre</strong>, siano state molto chiare, ovverosia la <strong>necessità di riportare il pubblico ad affollare l&#8217;impianto ambrosiano</strong> e per farlo si pensa di investire in miglioramenti delle strutture di accoglienze e anche (se non soprattutto nel caso di Milano) in nuove iniziative per far avvicinare quella grande fetta di cittadini che oggi semplicemente non sa che a Milano, a fianco dello stadio esiste non soltanto un bellissimo parco secolare, ma una struttura dove si può passare un pomeriggio o una serata gustandosi le corse dei cavalli. Quindi <strong>non per forza detto si debbono fare investimenti enormi, spesso le strutture sono già pressoché pronte, quello che serve è piuttosto una strategia di comunicazione e di marketing efficace e indirizzata verso un target specifico</strong>.<br />
Per <strong>Varese</strong> il discorso è differente, la nuova Società ha già annunciato una serie di interventi che modificheranno la struttura, ma anche qui l&#8217;obiettivo è chiaro, <strong>l&#8217;impianto si deve &#8220;aprire&#8221; alla cittadinanza</strong> diventando un collettore di eventi e manifestazioni, dove il cuore rimangono le corse dei cavalli, ma che vanno gestite in maniera tale da rendere fruibile per tutto l&#8217;anno l&#8217;impianto. Su <strong>Corridonia</strong> invece credo che la vera sfida sia <strong>gestire il Martini nel segno della continuità</strong>, le persone già lo affollano normalmente, si deve continuare in questo solco mantenendo alta la passione che ancora oggi si vive in quelle zone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma</strong> è talmente centrale e importante che merita un capitolo a parte in questa nostra newsletter. <strong>Capannelle è un gioiello, un impianto unico al mondo</strong> e solo troppi anni di abbandono o di poca attenzione ne hanno offuscato lo splendore. Già solo le dimensioni della struttura, oltre cento ettari, ma anche il fatto di essere ubicato in una delle città più importanti al mondo, per storia e bellezza, rendono <strong>Capannelle qualcosa di unico nel suo genere</strong>.<br />
Oggi finalmente pare si stia andando verso un progetto di rilancio, di questo va dato merito alla Società <strong>Marsicana</strong> che ha compreso il valore potenziale della struttura e ha voluto lanciare il cuore oltre l&#8217;ostacolo, consci che questa iniziativa non è cosa da poche centinaia di migliaia di euro, quanto piuttosto un investimento da qualche milione, ma ripeto, da quanto trapelato mi pare che anche qui ci siano <strong>idee molto chiare e un orizzonte strategico che vada ben oltre il limite di un anno</strong> (prorogabile a due) previsto dall&#8217;affidamento temporaneo. L&#8217;iter burocratico sta andando verso la positiva conclusione e a meno di brutte sorprese oggi non ipotizzabili, operatori e appassionati capitolini potranno continuare a vivere l&#8217;impianto anche questa stagione. Oggi stiamo assistendo a una sorta di periodo ponte nel quale <strong>vanno ringraziati tutti gli operatori che subito si sono prodigati in maniera encomiabile per far sì che non si interrompesse l&#8217;attività di allenamento</strong>.<br />
Adesso la prima e più pressante sfida è quella di mettere mano alla pista in erba, le corse sono in calendario a partire da fine marzo e potete capire che il tempo a disposizione non è tanto, ma sono fiducioso che molto verrà sistemato, anzi sono certo che per i primi appuntamenti centrali, <strong>vedi la giornata delle nostre Ghinee, Roma si presenterà con il vestito della festa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti questi cambiamenti <strong>il ruolo che la vostra UPG sta svolgendo a Roma e altrove è quello di facilitare i passaggi</strong>, aiutare ove possibile a trovare <strong>soluzioni condivise</strong>, <strong>collaborare</strong> per quanto di nostra competenza con le nuove gestioni. Questo penso sia il ruolo corretto da svolgere in questo momento, non siamo noi a dover decidere chi deve prendere in gestione un impianto, ma siamo noi che <strong>dobbiamo favorire le condizioni perché i nuovi gestori siano incentivati a mettere in campo tutte le loro capacità per rendere migliori i nostri ippodromi</strong>, sia per quanto riguarda le piste, sia per quanto concerne le strutture di accoglienza. <strong>Questa azione si esplica in una continua e attenta opera di confronto, sapendo ascoltare le necessità di un gestore, ma anche avendo la capacità non solo di fornire risposte ma proporre soluzione e idee per un rilancio degli impianti</strong>. Del resto i Proprietari sono i primi a giovarsi di un impianto ben presentato e dove le piste sono perfette, quindi UPG ha tutto l&#8217;interesse affinché le nuove gestioni siano attività di successo.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di questo per cui desidero <strong>ringraziare tutto il Consiglio di UPG</strong>, davvero encomiabile per l&#8217;impegno che ci mette e per i risultati che sta ottenendo, si continua nelle tradizionali attività della nostra Associazione, dal confronto con il Ministero, al quale va riconosciuto il grande risultato di aver sensibilmente ridotto i tempi di pagamento dei premi, annoso problema che si può dire superato, fino alle attività legate al controllo dei libretti programma che grazie all&#8217;impegno di ANG procede spedito.<br />
Non meno importante è la <strong>futura partenza della campagna tesseramenti 2026 che verrà presentata nelle prossime settimane</strong> e che vedrà importanti novità che oggi non vi svelo, ma che penso saranno ben accolte dai Soci attuali e dai futuri amici che vorranno condividere con noi questa splendida avventura.<br />
Vi invio ancora i miei migliori auguri di buon anno e alla prossima,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Circolare 2026, novità nel segno della continuità</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2025/12/19/circolare-2026-novita-nel-segno-della-continuita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 11:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[circolare di programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, ho volutamente aspettato una settimana prima di aprire il tema della Circolare di Programmazione 2026 o, più correttamente, le modifiche alla Circolare biennale editata lo scorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">ho volutamente aspettato una settimana prima di aprire il tema della <strong>Circolare di Programmazione 2026</strong> o, più correttamente, le modifiche alla Circolare biennale editata lo scorso anno e che prevedeva la sua efficacia anche per la prossima annata. Questo lasso di tempo mi è stato necessario per approfondire meglio tutte le novità, per lasciarvi il tempo di valutarla con la dovuta tranquillità e per presentarvi una newsletter che presentasse un punto di vista non soltanto categoriale, ma complessivo e di sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo subito con quella che è la <strong>novità più importante, l&#8217;introduzione del sistema di corse per fasce di rating</strong>, che prevede una modalità di assegnazione dei pesi basata, appunto, sul valore dei cavalli.<br />
Questa <strong>modifica era stata richiesta da tempo dalle Associazioni di Categoria</strong> per migliorare la programmazione e renderla più semplice e trasparente, soprattutto per cancellare gran parte delle polemiche che da anni sono legate all&#8217;assegnazione dei pesi negli handicap. Nel concreto, le corse verranno suddivise in classi dalla 1 alla 5 e le qualifiche negli handicap per ogni singola fascia saranno legate ai rating assegnati dagli handicapper centrali ai singoli cavalli. Si tratta, come potete ben valutare, di una grande semplificazione che sarà accompagnata da norme più precise, inserite in Circolare, riguardo alla formulazione dei libretti programma e alla distribuzione delle corse sul territorio.<br />
Il <strong>principio di fondo</strong> è che i cavalli inseriti nella stessa “fascia” si confronteranno fra loro, con dotazioni che saranno differenti fra i vari ippodromi. Farà fede la classe, insomma, e non il premio e questo è un caposaldo di tutta l&#8217;ippica internazionale, ovvero che la stessa corsa disputata per esempio a Longchamp non ha il medesimo premio di quella che viene programmata in un qualsivoglia ippodromo della provincia transalpina. Peraltro <strong>questa modifica si sposa con il meccanismo della classificazione degli Ippodromi</strong>.<br />
Ovviamente dovrà essere testata sul campo, magari saranno da apportare eventuali aggiustamenti, ma sono convinto che la direzione intrapresa è quella corretta e in un certo senso porta con sé un incentivo evidente, soprattutto per le scuderie più piccole e localizzate in provincia, poiché la differenza di premio tra corse &#8220;uguali&#8221; dovrebbe condurre a una distribuzione maggiormente vantaggiosa (le corse vanno comunque vinte&#8230;) per queste realtà, cosa peraltro già emersa sui media, vedi l&#8217;esaustivo articolo su <a href="https://www.tuttoippicaweb.com/on_line/2025/12/quando-vuoi-avvantaggiare-i-piccoli-ma-a-capirlo-sono-solo-i-grandi/"><strong>tuttoippicaweb.com</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriore novità: nei libretti programma si torna a prevedere la possibilità di <strong>sdoppiamento di alcune corse per le quali si prevede una notevole numerosità</strong>. La possibilità di sdoppiamento dovrà essere indicata nel libretto programma, in modo da attribuire in via preventiva il montepremi dedicato. In caso di mancato sdoppiamento il montepremi non utilizzato potrà essere destinato ad altri sdoppiamenti e/o ad altre corse nella riunione. Potrebbe apparire una novità o, se preferite, un ritorno non troppo significativo, ma invece è <strong>una sorta di (ritrovato) uovo di Colombo</strong>, perché permette a tutti di mirare la propria corsa, cosa che soprattutto in certi mesi dell&#8217;anno e per determinate categorie di cavalli non era così scontato.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra aggiunta, <strong>i cavalli importati in via definitiva da scuderie italiane sono qualificati a correre negli handicap</strong>. Il nucleo handicapper assegnerà il rating in base a quello assegnato dagli handicapper centrali del Paese di provenienza, trasformato in quello della scala italiana secondo le tabelle di conversione e maggiorato di 3kg. Anche qui siamo di fronte a un cambio di impostazione, voluto anche qui dalle Categorie giova ricordarlo, perché finalmente si eviteranno i tristemente famosi giri di pista per qualificare il cavallo. In definitiva <strong>un miglioramento dello spettacolo e un modo di porsi più serio</strong> e rispettoso nei confronti dello scommettitore.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra novità è certamente legata all&#8217;<strong>aumento del Premio Aggiunto (PA) per i cavalli italiani figli di stalloni che fanno (o hanno fatto) la monta qui da noi</strong>. Infatti nelle corse di Gruppo il PA sale al 100%, in soldoni il premio al palo per questi cavalli si raddoppia. Nel caso delle femmine il vantaggio è tutto sommato residuale, infatti già oggi prendono il 96% di PA (80% più il 20% legato all&#8217;ottenimento in prove di Gruppo), ma per i maschi la novità è corposa, infatti si passa da un 72% (o 60 in caso dei 4 anni) a un ben più corposo 100%. Questo incremento è vincolato alla proprietà italiana e alla non cessione all&#8217;estero del soggetto per un numero di anni pari a quattro. Chi mi conosce da più tempo sa bene quanto io sia favorevole al sostegno del prodotto nazionale, il famoso nick 100%ITY immodestamente lo presentai io per primo sul mio blog, parecchi anni addietro, quindi qualsiasi aggiunta mi vede in linea di principio favorevole e questa certamente lo è perché <strong>i Proprietari Italiani si ritrovano con un potenziale maggior guadagno</strong>.<br />
Siccome però, come accennato sopra, l&#8217;intento è di proporvi un approccio di sistema, in questo caso preferisco<strong> vedere questa aggiunta come un primo approccio verso un riordino complessivo degli incentivi all&#8217;allevamento</strong>. Per capirci, spero che questo 100% sia solo un primo passo perché, in definitiva, <strong>serve un vero piano complessivo che parta dalla salvaguardia dell&#8217;Allevamento tricolore e che dia un reale incentivo ad aumentare il numero dei nati che oggi (e da tempo) è ben sotto il livello di guardia</strong>. Quindi ben venga questa misura, ma credo vada inserita in un progetto più ampio e complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le restanti modifiche sono, a mio modo di vedere, tutto sommato degli interventi di aggiustamento, vedi l&#8217;<strong>allargamento delle Iscrizioni a pagamento fino agli HPA</strong>, nella speranza che si possa piano piano giungere, come tutti speriamo, nei prossimi anni, a un obbligo di iscrizione a pagamento per tutte le corse.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione ritengo quindi che la <strong>Circolare 2026 sia da recepire positivamente</strong> nella sua complessità, magari si poteva osare di più, ma se pensiamo che parliamo di una Circolare già pre-impostata lo scorso anno e che principalmente doveva dare attuazione a quanto si prometteva nel 2025, direi che il risultato è soddisfacente. Adesso starà a tutti noi di controllare e monitorare che le innovazioni inserite, ripeto non sono poche e non sono nemmeno superficiali, vadano tutte nella direzione dell&#8217;auspicato miglioramento dello spettacolo ippico.<br />
Nel frattempo mi piacerebbe, come sempre, avere da voi un riscontro per poter discuterne assieme e trovare le migliori idee e proposte.<br />
Un caro saluto,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Quale ruolo per le Associazioni di categoria?</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2025/12/01/quale-ruolo-per-le-associazioni-di-categoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 16:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Amici e Soci, torno con la Vostra newsletter e lo faccio con una domanda presente nel titolo, che è sì provocatoria, ma non così tanto come pare. Vi invito dunque [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Amici e Soci,</p>
<p style="text-align: justify;">torno con la Vostra newsletter e lo faccio con una<strong> domanda presente nel titolo, che è sì provocatoria</strong>, ma non così tanto come pare.<br />
Vi invito dunque a porvi la questione e &#8220;marzullianamente&#8221; anche a darvi una risposta, sono convinto che saranno svariate, con declinazioni del ruolo delle Associazioni molto differenti tra loro. Premetto che chiedersi quale ruolo si ritiene la propria Associazione debba svolgere non è domanda da poco, ma è fondamentale per poter contribuire al meglio allo sviluppo della Associazione stessa e del settore ippico nel suo complesso, cosa che rappresenta un &#8220;dovere morale&#8221; per ogni socio e appassionato ippico.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo come sempre dall&#8217;inizio ed è innegabile che, come previsto dai vari Statuti, <strong>una Associazione di categoria abbia tra i suoi compiti la difesa e lo sviluppo della categoria che rappresenta</strong>, nel nostro caso i Proprietari. Fin qui direi che siamo tutti d&#8217;accordo, ma le cose si complicano quando questa enunciazione viene portata nella realtà quotidiana, quindi il ruolo concreto, cui faccio riferimento in premessa. Cosa si intende concretamente?</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo che una Associazione (quale essa sia, non conta se parliamo di Proprietari o Allevatori o altri attori) deve ricalcare quello di una lobby? Seguendo l&#8217;impostazione americana del termine, per attività di lobby si intende lavorare per influenzare a proprio vantaggio le decisioni del Governo o di altri organi della pubblica amministrazione. Sicuramente il ruolo è in parte quello di fare gli interessi dei propri Soci, ma può fermarsi solo a questo la nostra azione? Una Associazione che vuole solo il bene dei propri associati compie in pieno il suo operato?<br />
Sono abbastanza incline a pensare che una Associazione di categoria ippica debba cercare di andare oltre e per fare questo debba avere una visione a 360 gradi, che sappia <strong>coniugare il benessere della categoria che rappresenta con il benessere del settore nella quale è inserita</strong>.<br />
Personalmente ritengo quindi che non dovremmo equipararci a una Associazione che persegue il puro miglioramento economico dei suoi associati, penso, come caso estremo e paradossale, alla celeberrima Rifle Association americana, che fa spesso da paradigma quando si parla di lobby potenti e incisive. Tale entità ha come fine unico lo sviluppo del mercato delle armi in America, a prescindere dai tanti risvolti sociali che questa pratica porta con sé.<br />
<strong>U.P.G., invece, va oltre e proprio per il suo non essere unicamente una lobby commerciale, deve sempre porsi il tema se le sue iniziative siano di aiuto e di supporto al miglioramento del sistema ippico nel suo complesso</strong>. Per fare un esempio di questa visione, vi ricordo la condivisione della proposta formulata dall&#8217;Associazione fantini di incrementare la retribuzione delle singole monte in corsa, importi da troppi anni fermi e che proprio guardando al miglioramento del settore, anche in contrasto con l&#8217;interesse a breve termine dei Proprietari, l&#8217;Associazione ha appoggiato. Ma un altro esempio è l&#8217;impegno costante che tutte le Associazioni di categoria hanno svolto nei confronti delle varie vicissitudini legate alla continuazione dell&#8217;attività in certi ippodromi. L&#8217;impegno è stato enorme e soprattutto vi assicuro che in alcuni casi si è andati anche oltre alle funzioni che una normale associazione di categoria dovrebbe svolgere, anche in questo caso solo per il bene ultimo del sistema galoppo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo attivismo, che a mio avviso rispecchia <strong>il vero ruolo che le Associazioni debbono svolgere,</strong> porta però con se un altro aspetto che vado a presentarvi e che ritengo basilare per inquadrare meglio il ruolo delle Associazioni.<br />
Una lobby classica infatti ha, come abbiamo visto, un ruolo che è quello di influenzare e indirizzare il decisore verso scelte a favore della categoria che la lobby rappresenta, quindi ha un ruolo netto e chiaro di controparte. Possiamo dire lo stesso per una Associazione di Categoria?<br />
Questo è un aspetto centrale perché <strong>troppo spesso le decisioni dell&#8217;Ente gestore, che, lo ricordo ancora, è l&#8217;unico titolato a governare l&#8217;ippica, sono lette come decisioni delle Categorie</strong>. Molto spesso si traduce una scelta Ministeriale con una scelta dettata dalle Categorie e questo è fuorviante. Del resto, in parte anche in contrasto con quanto appena affermato, non possiamo negare, anzi, che il confronto con il Ministero esista e che da tale confronto discendano decisioni talvolta in linea con le richieste delle Categorie.<br />
Tuttavia è pur vero che le scelte finali spettano al MASAF, ne discenderebbe che <strong>il nostro ruolo è in parte coincidente con quello di un Sindacato o, forse in modo più aderente, a un organo in stile Confindustria</strong>, ma quale che sia, comunque un organo che si siede simbolicamente dall&#8217;altra parte del tavolo nelle trattative. Quindi, siamo sì ascoltati e ci si confronta, ma ogni decisione viene poi presa da un Organismo di cui non facciamo parte.<br />
Eppure di contraltare con quanto qui sopra riportato, quante volte ci viene richiesto dalle Istituzioni di fare squadra, che significa non solo remare tutti dalla stessa parte, ma anche essere parte di un unico organismo. <strong>Metaforicamente la differenza è tra sedersi a un tavolo rettangolare con ai due lati soggetti differenti, oppure sedersi tutti assieme a una tavola rotonda, inutile spiegare perché che l&#8217;approccio è per forza di cose molto diverso e ne discendono responsabilità e impegni distinti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi quale ruolo per le Associazioni? <strong>Pura controparte o invece membro di un&#8217;unica squadra con il Ministero</strong>, magari ognuno con compiti distinti ma tutti con la medesima casacca?<br />
La domanda è rivolta non solo al nostro interno, ma credo debba anche essere materia di riflessione per le nostre Istituzioni. Mi piacerebbe che a questa questione ci fosse una reale risposta da parte di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di leggere le vostre idee sul tema, vi saluto e vi do <strong>appuntamento al 07 dicembre a Pisa</strong> dove sarà in programma l&#8217;edizione 2025 dell&#8217;ormai tradizionale Premio Unione Proprietari Galoppo, occasione sia per passare una bella giornata di corse nello scenario incantevole di San Rossore, sia un modo per incontrarci e discutere tra di noi, momento imprescindibile dell&#8217;attività della nostra Unione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter di ottobre: risultati ottenuti e sfide in corso</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2025/10/02/newsletter-di-ottobre-risultati-ottenuti-e-sfide-in-corso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 05:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari galoppo]]></category>
		<category><![CDATA[risultati]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[upg]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e amici, torno a voi con la consueta newsletter per fare un breve riassunto delle (tante) iniziative che la vostra Associazione Proprietari ha svolto nel recente passato e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e amici,</p>
<p style="text-align: justify;">torno a voi con la consueta newsletter per fare un breve riassunto delle (tante) iniziative che la vostra Associazione Proprietari ha svolto nel recente passato e nel contempo raccontarvi le sfide che ci attendono nel futuro prossimo.<br />
Innanzitutto la<strong> questione pagamenti</strong>, argomento centrale nelle dinamiche di qualsiasi Scuderia, perché rappresenta la benzina e la ricompensa per gli investimenti fatti.<br />
Ebbene come avrete avuto modo di constatare le tempistiche si sono oramai stabilizzate da alcuni mesi sui 75/90 giorni di attesa, un tempo accettabile soprattutto perché è il medesimo da mesi e quindi consente di organizzare investimenti e lavoro sapendo che tale intervallo verrà rispettato.<br />
La concreta aspettativa è che prima delle festività natalizie (sappiamo che gli uffici addetti al pagamento si fermeranno per un mese circa da metà dicembre) si sia arrivati a pagare tutto agosto e tutto o almeno una parte cospicua di settembre. Un <strong>cambio di passo netto e visibile</strong>, di cui va dato certamente merito al Ministero che ha sveltito al massimo la macchina burocratica, riuscendo a ridurre e talvolta anche saltare alcuni passaggi che facevano perdere tempo, ma questa azione Ministeriale nasce dalle continue sollecitazioni fatta da U.P.G. e da A.N.G. che da tempo avevano messo la questione ai primi posti. Diciamo quindi che possiamo certamente valutarlo come un risultato raggiunto, che si unisce all&#8217;ottenimento (grazie all&#8217;indiscutibile impegno di ANAC) dell&#8217;IVA al 5% sui puledri, altro aspetto centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul lato <strong>programmazione</strong> l&#8217;azione dell&#8217;Associazione è stato continua è ha consentito sia di ovviare ad alcune storture esistenti, sia di porre le basi per una sempre migliore allocazione delle risorse durante tutto l&#8217;anno. Ancora ci sono aspetti che vanno migliorati, ma certamente gli interventi in Circolare di Programmazione, vedi ad esempio il Premio Aggiunto confermato e anzi ampliato all&#8217;80% per le femmine, è un successo importante, così i vari tentativi per migliorare il settore ostacolistico.<br />
Sul calendario possiamo dire che la tanto da noi richiesta programmazione anticipata è stata esaudita, erano decenni che non si vedeva pubblicato il calendario definitivo entro il mese di novembre. Un successo innegabile che però non deve farci dimenticare le situazioni critiche che abbiamo vissuto nell&#8217;anno e di cui vi parlerò tra poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla <strong>questione Ippodromi</strong>, permettetemi di dilungarmi ancora e di sottolineare il contributo essenziale che ANG e UPG hanno dato in molte situazioni. Innanzitutto su Livorno, dove come sapete il lavoro dei nostri rappresentati è stato fondamentale per permettere prima l&#8217;apertura della stagione e nel prosieguo, dopo l&#8217;intervento del Curatore Fallimentare in Sistema Cavallo, per consentire di terminare la riunione estiva senza stop e anzi con un successo di pubblico che, viste le premesse, era quasi impensabile. Ma non solo Livorno, anche su Corridonia l&#8217;Associazione ha lavorato per agevolare la strada che ha portato alla riapertura, sebbene quest&#8217;anno ridotta nelle giornate, dell&#8217;impianto marchigiano che rappresenta un fulcro di passione. Idem su Varese le Associazioni di categoria hanno compiuto un piccolo miracolo, facendo di tutto e pure di più per far partire la riunione e cercando nel contempo di evitare al massimo i disagi per Proprietari e Operatori, soprattutto a inizio stagione. Ovviamente c&#8217;è ancora molto da fare per avere uno standard di ospitalità negli ippodromi e di mantenimento delle strutture che sia elevato e al passo con le necessità odierne, ma certamente la nostra azione ha spronato le Società di Corse (almeno quelle virtuose) a mettere in atto una serie di azioni a vantaggio del sistema.</p>
<p>Sul futuro <strong>Regolamento</strong> come sapete UPG ha fatto pressione perché si inserisse in maniera precisa e chiara la soluzione dei Sindacati di Proprietà, una soluzione che potrebbe aiutare fortemente a far aumentare il numero dei Proprietari italiani. Anche qui il Ministero ci ha seguito e possiamo dire che un primo passo avanti è stato compiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a quanto raggiunto voglio però <strong>anticiparvi alcune delle importanti sfide che ci attendono nei prossimi mesi</strong>.<br />
In primis il <strong>Calendario 2026</strong>. Uno dei pilastri su cui si sorregge l&#8217;impalcatura del settore ippico e dove vanno riviste alcune situazioni. Quest&#8217;anno siamo stati costretti a subire alcune scelte di Ippodromi che hanno creato problemi alla programmazione delle scuderie e a questo va posto rimedio. L&#8217;amministrazione è già al corrente di alcuni punti critici che vanno sistemati, penso alle troppe riunioni concentrate in pochi giorni che abbiamo avuto attorno a ferragosto, oppure allo scarso numero di giornate nel nord Italia a giugno, o ancora ad alcuni &#8220;buchi&#8221; nel calendario vedi la tarda primavera in toscana. Tutte criticità che vanno risolte.<br />
Nei prossimi giorni ci sarà la prima riunione dove si discuterà del tema. Ovviamente prima di qualsiasi analisi bisogna valutare la bozza che arriverà dal Ministero, ma alcuni punti credo vadano chiariti. Innanzitutto l&#8217;idea che tagliare le giornate sia propedeutico a un miglioramento. Mi pare evidente che questa tecnica non abbia portato benefici nel recente passato. Il taglio lineare porta a una contrazione del settore senza che ci sia un suo miglioramento qualitativo.<br />
L&#8217;obiettivo a parere di UPG è quello di aumentare le risorse a parità di numero di corse rispetto al 2024. Parlo di numero di corse e non di giornate perché, come detto anche in passato, si può eventualmente tagliare qualche giornata, ma tali prove vanno aggiunte alle giornate esistenti e quindi consentire di mandare in scena convegni più corposi e più apprezzati da spettatori e scommettitori.<br />
Si può anche pensare a una redistribuzione temporale delle giornate di alcuni ippodromi, ad esempio penso che Varese debba programmare la sua stagione assieme a Milano, così da diventare complementare e non alternativo all&#8217;impianto meneghino. Ma altri esempi potrebbero essere Corridonia e Tagliacozzo, le cui giornate forse dovrebbero essere spalmate su un arco più ampio del calendario. Ma di soluzioni ce ne possono essere tante altre (sia in continente che nelle isole) e ovviamente il Consiglio aspetta con piacere le vostre proposte.<br />
Di fondo bisogna lavorare per aumentare le risorse da destinare al montepremi e se, come si vocifera, ci sarà un aumento non esiguo grazie agli incassi derivanti dalla percentuale spettante all&#8217;ippica sulle scommesse virtuali, ebbene vanno destinati a rimpinguare il montepremi della fascia media, per capirci quella appena sotto le prove di selezione, che oggi forse è la peggio trattata dalla suddivisone del montepremi. Assieme a lei va posto l&#8217;accento anche sull&#8217;incremento del montepremi di minima, oggi davvero scarso.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra sfida è quella legata agli <strong>ippodromi e alla necessità di una loro gestione virtuosa</strong>. La classificazione, che continuiamo a valutare positivamente nel suo complesso, è un primo passo verso quel miglioramento di cui ho accennato prima, ma in aggiunta serve un cambio di mentalità da parte di molti gestori.<br />
Si deve comprendere che l&#8217;Ippodromo è il punto di contatto con il grande pubblico e dunque va presentato al massimo delle sue potenzialità. Oggi questo succede solo in alcuni lodevoli casi, l&#8217;impegno nostro è di continuare a batterci perché tutti i teatri abbiano standard minimi adeguati di accoglienza e che anche quelli che oggi tali standard li rispettano sia incentivati a migliorare. Continuo a pensare che servirebbe una maggiore possibilità di controllo da parte delle Categorie stesse sugli Ippodromi. Non parlo solo di controllo delle piste, ma pure controllo su come vengono investiti gli importi che arrivano dal Ministero. Le Categorie e i loro rappresentanti hanno una sensibilità e una attenzione che deriva dalla loro esperienza, che è difficile possano avere soggetti terzi esterni al nostro mondo, quindi un aiuto delle Associazioni porterebbe certamente a un controllo più approfondito e che potrebbe aiutare pure le medesime Società di Corse.<br />
Ovvio che per fare questo serve un investimento da parte Ministeriale perché non è pensabile che le Categorie possano sobbarcarsi pure questi costi. Anche su questo aspetto bisognerà aprire un confronto, se si vuole un aiuto reale dalle Categorie bisogna metterle nelle condizioni, anche economiche, di dare il loro contributo. Penso sarebbe un investimento redditizio per le stesse Istituzioni che vedrebbero alleggerito il loro carico di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima sfida per UPG è quella forse centrale, cioè <strong>aumentare il numero di Proprietari Italiani</strong>. Un compito difficile perché se ci pensate abbraccia tutti gli aspetti e gli argomenti che abbiamo trattato qui sopra, ovvero senza Ippodromi ospitali, Programmazione centrata, Calendario ben congegnato, Regolamenti chiari e Pagamenti nei tempi non possiamo pensare di attrarre nuovi appassionati ippici e fargli prendere i colori. Quindi la sfida legata ai Proprietari è una sfida per la rinascita del settore, se riusciremo a far crescere nel numero la nostra categoria vorrà dire che il sistema tutto sarà migliorato e sarà diventato attrattivo. Il nostro impegno deve dunque essere questo e sono certo che con il vostro aiuto e le vostre idee riusciremo in questa impresa.<br />
Un caro saluto,</p>
<p>Antonio Viani<br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
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