Cari Soci,
mi preme iniziare questa tradizionale relazione che apre l’Assemblea Annuale di Unione Proprietari Galoppo, con il ricordo di una persona che ci ha lasciato da poco e che per UPG (ma aggiungerei anche per tutto il mondo delle corse) ha significato molto, mi riferisco a Pierangelo Pavesi, l’Architetto, come da tutti era chiamato.
Pierangelo ha rappresentato o forse sarebbe meglio dire incarnato oltre mezzo secolo di passione ippica, non solo come Proprietario, con la sua Scuderia Valmolina, giubba bianca a strisce viola, ma anche come grande appassionato di corse, non mancava mai a una riunione milanese o varesina che fosse, nelle giornate autunnali, la sua silhouette con il trench e il cappello era inconfondibile.
Ma l’Architetto è stato innegabilmente molto di più, perché la sua passione l’ha portato a impegnarsi a fondo a favore del nostro mondo, sia professionalmente (Varese, Milano e altri ippodromi portano, tra le altre, anche la sua firma) sia nelle varie Associazioni, che fosse quella degli Allevatori o la SIRE e ovviamente non poteva mancare il suo impegno a favore dei Proprietari.
Fu Socio e probiviro della vecchia Associazione Proprietari, ma cosa ancora più lodevole e aggiungo impegnativa ne fu il liquidatore, non un passaggio facile. Poi, come già sapete, assieme ai nostri “Padri Fondatori” (Luciano Arcolini, Clementina Contini e Massimo Marchetti) fu il fondatore di Unione Proprietari Galoppo. Ne è stato anche Vice Presidente fino alla sua scomparsa e, vi assicuro, non sono frasi di circostanza, avendo lavorato più anni a stretto contatto con lui posso dire che ci mancherà e mancheranno a tutta l’ippica non soltanto le sue idee e i progetti, ma anche il suo sempre guardare al bene dell’Associazione e non al tornaconto personale di breve periodo. Non ricordo un momento di vera frizione con lui e certamente il merito è tutto suo e della sua capacità di stemperare sempre con ironia e garbo qualsiasi momento difficile. Ci mancherai caro Pierangelo, ma ti assicuro che la tua Unione non ti dimenticherà e lavorerà sempre per renderti orgoglioso di lei.
Compiuto questo doveroso ricordo mi fa molto piacere poter comunicare ai Soci che il Consiglio eletto a gennaio dello scorso anno ha lavorato fin da subito alacremente e, cosa ancora più importante, con grande profitto. La prova di ciò che vi riporto l’abbiamo nell’impennata di nuovi Soci iscritti. Certamente la scelta di praticare un prezzo d’ingresso “calmierato” ha aiutato, ma l’aver pressoché raddoppiato i numeri precedenti, dimostra come UPG sia oramai vista come una presenza concreta, attiva e capace di farsi ascoltare.
Per inciso, mi fa particolare piacere notare come molti nuovi iscritti arrivino anche dal settore ostacolistico, troppo spesso dimenticato e che invece, ne sono intimatamene convinto, se ben gestito e innovato, potrebbe fornire moltissime nuove Scuderie e Proprietari, questo anche per la sua naturale contiguità con l’equitazione.
Proprio per questa ragione UPG si è spesso spesa per introdurre correttivi e novità in questo comparto. Novità che arrivano da proposte e suggerimenti dei Soci e dal lavoro dei Consiglieri, in questo caso in special modo i Consiglieri più vicini alla disciplina e che si sono concretizzate in alcune novità inserite nella circolare di programmazione che hanno incrementato il numero di cavalli trasferiti verso i salti. Non voglio certo fare facili trionfalismi, ma se pensate alla situazione drammatica che la disciplina viveva, penso che molto sia stato compiuto, certo ancora tanto resta da fare, ma se il Ministero continuerà nella sua opera di confronto, penso ad esempio all’introduzione del sistema per fasce anche negli ostacoli (in piano è già operativo e ne parleremo poco più avanti), allora ben più di una fiammella di speranza potremo scorgere per l’ostacolismo italiano.
Dicevamo delle proposte di UPG, bene sono felice in questa occasione di potervi qui comunicare che una delle battaglie più importanti per la nostra Associazione, quella dell’inserimento in Regolamento dei Sindacati dei Proprietari, pare finalmente essere vicina a diventare realtà. Infatti, nella bozza del nuovo Regolamento delle Corse, che se tutto procederà ordinatamente dovrebbe venir pubblicato il prossimo anno, si riporterà questa fondamentale innovazione. Finalmente i Sindacati potranno essere costituiti alla luce del sole, con tutti gli appartenenti registrati presso l’Ente e soprattutto gli stessi potranno ricevere quanto loro spettante senza dover trovare escamotage che non solo sono poco chiari, ma che spesso sono uno dei motivi principali per i quali alla fine i Sindacati si sfaldano e cessano di esistere.
Se tutto verrà confermato, sempre bene utilizzare il condizionale, potremmo davvero dire che UPG ha ottenuto con il suo impegno qualcosa di straordinario, perché in tutto il mondo la tendenza è quella che vede queste forme di proprietà prendere sempre più piede, magari non soppiantare le tradizionali modalità, ma certamente affiancarle e rendere l’esperienza del Proprietario più facile, soprattutto per i neofiti che si avvicinano al nostro mondo. Sono anche particolarmente felice perché questo inserimento in Regolamento chiuderebbe idealmente una delle prime iniziative intraprese con il precedente Consiglio che ho avuto l’onore di presiedere.
Sempre nell’annata possiamo dire che un altro successo del sistema ippico nel suo complesso, e ovviamente di UPG, è stata l’introduzione, come accennato poc’anzi, degli handicap per fasce in piano. Questa novità era stata richiesta da tempo dai Proprietari perché consente una migliore distribuzione delle risorse, andando a privilegiare i cavalli medi e medio-buoni che fino a quest’anno venivano sacrificati da una programmazione che non permetteva loro di poter guadagnare il giusto premio.
Collegata a questa che ritengo un’ottima riforma, ovviamente la si dovrà mettere a punto, come è prassi per qualsiasi modifica, ma l’impianto è buono, si è avuto anche un incremento nelle risorse a disposizione per la voce montepremi, all’incirca un 10%, un segnale politico importante da parte del Ministero, soprattutto in un momento in cui, in tutta Europa, le risorse a disposizione dei Proprietari calano, talvolta anche sensibilmente. Questo aumento, grazie, anche in questo caso, all’intervento preciso e puntuale di UPG e ANG, è stato possibile indirizzarlo per una buona percentuale verso la fascia di cavalli di cui abbiamo appena parlato.
Infine trovo doveroso ricordare come i pagamenti si siano dallo scorso anno stabilizzati attorno ai 90 giorni. Un risultato di cui va dato il giusto merito alla Direzione Generale per l’Ippica, la quale ha messo molto impegno per ridurre i tempi di erogazione, ma non dimentichiamo il continuo pressing che UPG ha svolto in passato per risolvere una problematica che la maggioranza dei Proprietari percepiva come primaria. Personalmente ritengo che oggi la tematica possa dirsi superata, infatti tranne che a inizio anno, dove, per questioni legate alla chiusura degli uffici preposti, i tempi si allungano a 4, massimo, 5 mesi, per il resto dell’anno le tempistiche sono ridotte attorno ai già citati 90 giorni. Se pensiamo che la gestione è statale e non privatistica direi che non possiamo certo lamentarci.
Come potete vedere il lavoro fatto è stato tanto e vi assicuro che questi sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalla vostra UPG nell’annata 2025 e in questi primi mesi del 2026, diciamo quelli macro.
Ovviamente potremmo continuare ancora per molto, ma non voglio tediarvi e ricordo succintamente solo l’ottenimento di un ristorno a favore delle Scuderie per le corse annullate a Milano il 02 maggio e anche per la corsa in pista dritta cancellata a Napoli a inizio anno. Un risultato che testimonia l’attività di UPG e la sua centralità nel sistema galoppo nazionale. Adesso l’obiettivo è quello di allargare a tutti gli ippodromi questa pratica e possibilmente codificarla anche nel Regolamento, così che il buon esito non venga lasciato alla bravura di UPG o alla comprensione della Società di Corse.
Ricordo anche l’accesso gratuito per i soci UPG negli Ippodromi di Milano e Merano. Una piccola cosa, forse, ma che vi assicuro è stata molto gradita, soprattutto da parte di quei Soci frequentatori dell’Ippodromo altoatesino.
Così come l’invio dei libri della collezione Calori – Compagnia delle 5 vie per tutti i Soci, oltre ovviamente alla tessera e all’Annuario. Piccoli ma importanti segnali di attenzione verso gli iscritti. Faccio notare che la quota, già di per sé molto contenuta, non prevede alcuna percentuale sui premi, altro aspetto che penso sia indicativo della volontà di cercare di aumentare sempre e comunque la base di soci. Perché mai come in questa situazione lo slogan di UPG, “più siamo e più facciamo”, corrisponde a verità.
Ovviamente non possiamo non ricordare anche gli aspetti negativi che il nostro galoppo ha dovuto affrontare. Primo fra tutti la chiusura dell’impianto di Capannelle. Un colpo tremendo che poteva rappresentare il de profundis per il galoppo nazionale, cosa che per fortuna non è avvenuta.
Certamente la situazione non è stata facile e non lo è nemmeno oggi. Perdere uno dei due poli principali nel giro di un paio di mesi non poteva non avere ripercussioni. Dal punto di vista tecnico, grazie anche alle proposte formulate dalle categorie e ben presentate da ANG, si è optato per trasferire il percorso selettivo in Ippodromi che consentissero di mantenere la valenza tecnica di tali prove e credo che il risultato sia ampiamente lusinghiero, viste le tante Scuderie estere che hanno deciso di intraprendere la trasferta verso Milano.
Per le giornate di routine invece la proposta prevedeva di seguire il principio della vicinanza con Capannelle. Anche in questo caso non possiamo dire che si siano fatti errori particolari, magari si poteva cambiare qualcosa, ma obiettivamente la penuria di ippodromi in attività al galoppo non consentiva grandi voli pindarici.
Gli allenatori romani hanno in seguito lamentato la mancanza di alcune prove per 2 anni e le loro richieste sono state accontentate, ritengo più per ragioni sociali e politiche, si era nei giorni successivi all’esito del referendum, che per una reale necessità, difatti tali prove non hanno avuto particolare successo. La contrarietà delle Associazioni risultava fondata, ma si sa, la politica ha un metro di giudizio legato anche ad aspetti appunto sociali che in alcuni casi possono andare in contrasto con le reali necessità tecniche del settore e finché l’Ente gestore sarà il Masaf è innegabile che questi aspetti vadano tenuti in considerazione.
In generale, la vicenda Capannelle dimostra come la questione Ippodromi sia il vero punto dolente nel sistema. La classificazione, non importa qui che che la si ritenga giusta o sbagliata, ha avuto l’indubbio merito di responsabilizzare gli ippodromi e di portare una ventata di imprenditorialità in una nicchia che ha vissuto con la “mangiatoria bassa” per troppo tempo. L’altra conseguenza però è stata di portate a galla le problematiche di quelle realtà che negli ultimi anni hanno sempre vissuto sul filo del rasoio. Roma, Varese, Livorno, Follonica e altri, erano già in forte difficoltà prima della classificazione. Purtroppo la realtà del galoppo sconta anche la mancanza di un numero adeguato di ippodromi e dunque ogni chiusura o sospensione della attività diventa un macigno che obbliga a una serie di capriole non semplici.
La soluzione, a mio modo di vedere, non può risiedere, come alcuni propongono, in un taglio ulteriore nel numero degli ippodromi in attività, perché così facendo si recidono le radici della passione. Piuttosto, serve un sistema che gestisca meglio le risorse e premi chi lavora bene. Gli ippodromi sono centrali per il settore, va trovata una via che sia virtuosa e permetta loro di prosperare, se capaci, ma non sulle spalle degli ippici.
Altra questione è la situazione di UPG in ANG, seguente alle mie dimissioni da Presidente di ANG. Non voglio certo annoiarvi con i perché si sia giunti a questo passo, non è questo il luogo e ci vorrebbe troppo tempo e peraltro non penso sia nemmeno così centrale nella problematica. Accenno solo che tale mio atto deriva da una sfiducia del Consiglio ANG non motivata da reali mancanze nella gestione, infatti, i risultati ottenuti, in parte riportati anche in questa relazione, testimoniano bene come nessuno, intellettualmente onesto, possa lamentarsi di come ho svolto il mio ruolo di Presidente di ANG.
Ma, come ho appena riportato, questo è aspetto secondario, non si smette di lavorare perché non si è più Presidenti o Rappresentanti di un Ente, anzi, nel mio caso, è semmai una spinta ulteriore a impegnarsi ancora di più.
La questione davvero rilevante è che quanto accaduto mostra i limiti di ANG, sia statutari sia di funzionamento.
Statutari perché a oggi i nuovi rappresentanti decisi dal Consiglio Direttivo di UPG – che ha scelto di cambiare entrambi i suoi rappresentanti in ANG dopo quanto successo – non sono stati ancora accettati dal Consiglio di ANG e questo è un vulnus grave, perché non può essere ANG a decidere se accettare o meno uno o più Consiglieri di una Associazione membra, aggiungo per di più di una Associazione che è Socia Fondatrice Privilegiata. Il Consiglio Direttivo di UPG ha deciso di sostituire entrambi i suoi rappresentanti e questo deve essere accettato da ANG, per il semplice fatto che sono le Associazioni i membri di ANG e quindi va riconosciuta la totale autonomia decisionale su queste scelte.
Ovviamente mi auguro che il buon senso prevalga e ANG capisca come il suo ostruzionismo faccia danni, soprattutto alla stessa ANG, che oggi a livello regolamentare fatica a operare in maniera piena.
Ma le problematiche non sono finite per ANG, perché quanto accaduto mette in mostra, come accennato, un ulteriore problema di funzionamento di questa Associazione, cioè il fatto che il peso dei due attori principali, se volete le colonne portanti, mi riferisco ai Proprietari in primis e poi gli Allevatori, è oggettivamente non adeguato. In un Consiglio di nove membri, solo quattro rappresentano le uniche realtà di investitori forti e centrali, mentre la maggioranza è in mano a categorie per le quali ho il massimo rispetto, ma che rappresentano fornitori di servizi, oppure appassionati o anche realtà di nicchia e troppo limitate. Per capirci e per calare nel concreto il mio ragionamento, su temi come la programmazione, ma direi su tutti i temi prettamente di riferimento dei Proprietari non può succedere che altre Associazioni possano eludere le scelte di UPG. Peraltro quanto viene richiesto non è qualcosa di nuovo, ma è quanto prevede lo Statuto ANG a favore di ANAC nelle questioni allevatoriali. A pari responsabilità devono corrispondere pari diritti.
Sgombro il campo da qualsiasi equivoco, la questione non è nuova, lo Statuto sono anni che riporta questi errori, ma se volete è proprio grazie a quanto accaduto, come si dice non tutti i mali vengono per nuocere, che è balzata alla ribalta e credo vada affrontata e risolta se vogliamo che ANG possa avere un futuro positivo e migliore, cosa che UPG si augura.
Infine va evidenziata una lettura fallace, da parte di alcune Associazioni appartenenti ad ANG, di cosa questa rappresenti, infatti per alcuni viene vista come una sorta di Jockey Club. Tale interpretazione è fortemente sbagliata e foriera di errori.
Oggi la realtà ci dice che non esistono le condizioni oggettive per pensare ANG come a un Jockey, il potere decisionale è nelle mani del Ministero e ANG ha funzione di lobby, nel senso alto del termine, cioè un ente che propone e cerca di portare il soggetto decisore verso le scelte presentate, nulla di più. Pensare di essere altro porta ad aspettative esagerate, a vedere qualsiasi proposta di ANG come un atto che va concretizzato senza se e senza ma, ma così non è, lo ribadisco, il MASAF è l’unico soggetto decisionale e le categorie e quindi anche ANG sono e devono fungere da Consiglieri.
Come vedete non ci sono solo aspetti positivi, ma sono convinto che alla fine la buona volontà prevarrà e tutto si risolverà per il meglio.
Ma soprattutto sono ottimista per il futuro della nostra Unione Proprietari. Il Consiglio che mi onoro di presiedere ha dimostrato di saper lavorare bene e senza sosta. I Consiglieri tutti, si sono sempre impegnati a fondo e nessuno ha mai lesinato tempo, anzi spesso hanno tolto ore alla famiglia o al lavoro per poter meglio assolvere i loro compiti e quindi li ringrazio pubblicamente per il loro impegno e per l’aiuto che mi hanno sempre dato.
Il 2026 deve vedere UPG proseguire sulla strada intrapresa e continuare a difendere gli interessi dei Proprietari e quindi lavorare per ottenere una programmazione sempre più razionale e che renda sempre più spettacolari le corse, Questo deve essere l’obiettivo, perché senza corse “belle” non porteremo nuovo pubblico e senza di esso non potremo avere nuovi Proprietari e in definitiva non avremo un futuro.
Altro aspetto è quello legato all’accoglienza, UPG deve far sì che gli ippodromi elevino sensibilmente gli standard di ospitalità, soprattutto quelli nei confronti dei Proprietari. Solo in questo modo potremo farli sentire ben accolti e felici di essere la parte centrale del nostro sport, assieme ai nostri amati cavalli.
Questi ultimi non sono certo dimenticati da UPG, anzi sono il vero motivo del nostro essere qui oggi. Il Proprietario vero ama il suo compagno di avventura e come Unione abbiamo il dovere di rendere le procedure sempre più attente al benessere animale, cosa che sta molto a cuore anche al Ministero.
Grandi sfide attendono UPG, ma non dobbiamo averne paura, abbiamo dimostrato che l’Unione ha le capacità e la forza per farvi fronte. Questi anni hanno dimostrato come si sia sempre operato in maniera trasparente e coerente e i frutti di tale comportamento lineare li stiamo raccogliendo, Dunque il mio saluto finale a voi è una esortazione a continuare con questa passione e a non mancare mai di vedere UPG come il luogo del confronto, dove ogni idea ha diritto di ascolto e dove il dibattito è sempre sostenuto. Le newsletter che ricevete periodicamente servono proprio a questo, a cercare di stimolare la discussione per cercare di trovare assieme le soluzioni migliori.
Grazie dell’attenzione e viva l’ippica italiana.
Antonio Viani
Presidente Unione Proprietari Galoppo
ANG
FUTURO
