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	<title>trial &#8211; Unione Proprietari Galoppo</title>
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		<title>Newsletter n.8: coniugare tradizione e selezione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 14:38:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari amici, la primavera è per noi ippici la stagione delle speranze, infatti i neo tre anni intraprendono la strada che li porterà o meno a confermare quanto di buono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari amici,<br />
la primavera è per noi ippici la stagione delle speranze, infatti i neo tre anni intraprendono la strada che li porterà o meno a confermare quanto di buono mostrato nella prima loro annata in pista oppure gli stessi fanno la loro comparsa sul palcoscenico e, se abbastanza validi, intraprendono anch&#8217;essi il percorso di avvicinamento alle classiche. Un percorso che nei decenni passati è stato impostato in un certo modo e con un certo numero di prove, quelle che chiamiamo trial.<br />
Assieme a voi oggi vorrei approfondire proprio questo argomento, cioè <strong>se sia ancora attuale questo calendario oppure se si debba rivoluzionarlo</strong> per cercare di avvicinarsi maggiormente alla situazione che viviamo oggi o ancora se basti <strong>aggiornarlo dove serve senza stravolgerlo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La discussione è più complessa di quanto sembri a prima vista e prende in esame vari aspetti, sia tecnici sia di contesto.<br />
Il galoppo, premessa obbligatoria, si basa tradizionalmente sulla <strong>ripetizione anno per anno di un determinato percorso</strong>. Questo perché la selezione si fonda sul comparare dati storici presi da contesti il più possibile omogenei anno dopo anno. Quindi, <strong>il mantenere nel tempo una uniformità è requisito fondamentale</strong>.<br />
Questa necessità <strong>si scontra però con il mutare del tempo</strong> e delle stesse finalità del nostro sport. Esempio che spesso viene usato è quello che in passato la selezione si faceva dai 2400 metri a salire, con le famose Coppe da 3/4.000 metri che rivestivano una importanza rilevante per definire le gerarchie. Oggi sappiamo bene quanta fatica si faccia a salvaguardare, non dico le prove per stayer, quelle proprio le abbiamo abbandonate (gravissimo!), ma anche le stesse prove sulla distanza classica.<br />
A mio parere personale questo è un errore, ma <strong>è innegabile che il mercato e non solo abbiano virato verso una impostazione molto differente e che prediliga distanze più brevi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a questi che sono aspetti tecnici, dobbiamo aggiungere quelli che prima ho definito come <strong>parametri legati al contesto attuale italiano</strong>.<br />
In passato, diciamo almeno fino all&#8217;inizio degli anni duemila, in Italia esistevano quantomeno <strong>due percorsi paralleli</strong> perché convivevano, molto bene delineate, una forma romana e una milanese. Queste due, magari con l&#8217;aggiunta del percorso pisano che aveva il suo culmine nel Premio Pisa, erano percorsi solo in apparenza paralleli perché alla fine queste rette convergevano nelle classiche di primavera.<br />
Oggi tutto questo non esiste più. <strong>Non possiamo più sostenere che ci siano due &#8220;scuole&#8221; differenti</strong> e soprattutto non abbiamo più <strong>un numero così elevato di soggetti</strong> che possa sostenere due distinti percorsi di avvicinamento alle classiche. Queste differenze impattano qualitativamente su un percorso che invece è rimasto abbastanza costante nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo l&#8217;esempio delle prove di avvicinamento a <strong>Parioli</strong> e <strong>Regina Elena</strong>. Senza voler scavare troppo, possiamo riscontrarne almeno 10. <strong>A Roma quattro</strong>: <strong>Arconte</strong> e <strong>Ceprano</strong> a inizio marzo e poi alla fine dello stesso mese Daumier e Torricola, le prime condizionate e le seconde Super Condizionate; a <strong>Milano</strong> troviamo i tradizionali <strong>Gardone</strong> e <strong>Seregno</strong>, il primo Super Condizionata e la seconda Listed, entrambi collocati a fine marzo. A <strong>Pisa</strong> tornano a essere quattro: <strong>Rook</strong>, <strong>Andreina</strong> (entrambe condizionate) a inizio marzo e poi, tra fine marzo e inizio aprile, l&#8217;Allegria, condizionata, e soprattutto il Pisa, una Super Condizionata diciamo a sé stante, perché non ha più lo status di una Listed, ma è certamente molto più importante di un trial, una corsa che ha un appeal unico e come tale va difesa strenuamente, per capirci molto di più di quanto si è fatto fino a oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste dieci corse, e ripeto senza voler contare le altre posizionate nel calendario, <strong>sono oggettivamente troppe per la nostra ippica attuale</strong> e soprattutto posizionate così ravvicinate tra loro non assolvono al loro ruolo e anzi <strong>non fanno altro che disperdere la qualità che possiamo proporre</strong>, questo perché ogni scuderia, avendone la possibilità, cercherà di non incontrare i rivali più accreditati prima della grande giornata delle Ghinee Italiane. Cerchiamo di racchiudere il discorso solo alle prove principali: solo nell&#8217;ultimo fine settimana abbiamo avuto Gardone e Seregno a Milano e Daumier e Torricola a Roma e domenica prossima avremo il Pisa e l&#8217;Allegria. Una dispersione che non giova alla qualità e allo spettacolo.<br />
Capisco la necessità degli ippodromi di creare l&#8217;evento e capisco anche la difficoltà per i programmatori di posizionare nel calendario questi trial quando le corse faro sono a fine aprile o massimo al primo di maggio, però <strong>il problema rimane e dobbiamo affrontarlo</strong>.<br />
Come fare? O si spostano verso metà maggio Parioli e R. Elena (aiuterebbe, ma da solo non risolverebbe il problema) oppure si trova una soluzione sacrificando almeno un paio di trial per cercare di mantenere elevata la dotazione e conseguentemente anche la qualità.<br />
Se seguiamo questa seconda impostazione una possibile strada contemplerebbe l&#8217;<strong>anticipare Daumier e Torricola</strong> di almeno due settimane, togliendoli la qualifica di Super Condizionate, sacrificando così Arconte e Ceprano che dovrebbero trovare nel calendario nuova collocazione e finalità. La situazione migliorerebbe ulteriormente se anche <strong>il Pisa tornasse verso attorno alla seconda quindicina di marzo</strong>, così da mantenere il suo fascino e consentire lo spostamento dei due trial milanesi a inizio aprile, a tre settimane di distanza dalle nostre Ghinee e dare il giusto risalto all&#8217;unica Listed rimasta.<br />
La scelta di sacrificare i due primi trial romani nasce anche dal fatto che Milano apre non prima di metà marzo, anzi più spesso dopo il 20 di marzo e quindi diventa impossibile programmare i suoi trial prima di tale data.<br />
Ovviamente si può anche pensare a un <strong>percorso differente</strong> <strong>che dia maggiore centralità ai trial romani</strong>, ma la soluzione porrebbe a rischio l&#8217;unica corsa Listed ancora esistente, il già nominato Seregno, e dunque va ponderata con molta cura.<br />
Quale che sia la strada prescelta, <strong>solo una cosa è certa, non possiamo continuare a seguire il sentiero odierno</strong>, quel non modificare nulla che oggi non è più percorribile dalla nostra ippica e che ci ha portato negli anni a una continua perdita di status delle nostre prove.<br />
In definitiva oggi vi propongo di seguire la strada di <strong>un aggiornamento che segua sì la tradizione ma che non ne resti schiavo</strong>.<strong> Un percorso che mantenga i capisaldi e riesca, tramite la posizione nel calendario e la dotazione maggiorata, a incanalare interesse e selezione. In buona sostanza una serie di trial più aderenti al contesto odierno</strong>, solo così potremo difendere e sviluppare il nostro settore.<br />
Come sempre attendo le vostre osservazioni e nell&#8217;attesa vi mando un caro saluto dandovi appuntamento a Pisa domenica prossima per la corsa dal fascino senza tempo, il Premio Pisa che tutti noi amiamo in maniera incondizionata. A domenica,</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
<p style="text-align: justify;">
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