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	<title>riforma ippica &#8211; Unione Proprietari Galoppo</title>
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	<title>riforma ippica &#8211; Unione Proprietari Galoppo</title>
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		<title>Newsletter: riforma delle scommesse</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2024/12/03/newsletter-riforma-delle-scommesse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 07:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Categorie Ippica]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma ippica]]></category>
		<category><![CDATA[scommesse]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Amici e Soci, in questa newsletter vorrei prendere spunto dal Convegno organizzato dalla società di gestione dell&#8217;Ippodromo di Modena a cui ho partecipato questo sabato e legato al tema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Amici e Soci,</p>
<p style="text-align: justify;">in questa newsletter vorrei prendere spunto dal <strong>Convegno </strong><strong>organizzato dalla società di gestione dell&#8217;Ippodromo di Modena</strong> a cui ho partecipato questo sabato e legato al tema delle <strong>scommesse</strong> e alla loro necessaria riforma.<br />
Un <strong>tema centrale</strong> come tutti gli ospiti hanno avuto modo di confermare, ma soprattutto un tema indifferibile, come peraltro era già stato rilevato nel convegno, sempre sulle scommesse, al quale avevo avuto modo di partecipare a Fiera Cavalli. La differenza, direi di approccio, rispetto a quest&#8217;ultimo è che a Verona i relatori erano principalmente gli assuntori di scommesse, mentre questo fine settimana il focus era sugli operatori.<br />
In entrambi gli incontri ho potuto apprezzare alcuni aspetti che vorrei qui condividere assieme a voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto va sottolineata <strong>la centralità del MASAF </strong>in entrambe le occasioni.<br />
Il primo incontro vedeva il Ministero nella veste di organizzatore e di questo gli va dato particolare onore, poiché come sapete il Ministero dell&#8217;Agricoltura non ha la titolarità delle scommesse e quindi non è per nulla scontato che un Ministero organizzi un incontro su un tema per il quale tutto sommato può solo fare opera di persuasione e non intervenire in maniera diretta. Altresì, la presenza del <strong>Direttore Generale Chiodi</strong> e il suo intervento in apertura al convegno di sabato, segna una conferma dell&#8217;importanza che in via XX settembre danno alla riforma della nostra Ippica. Credo che questo aspetto vada rimarcato, perché non è per nulla scontato.<br />
Mi viene da dire che l&#8217;incontro del Ghirlandina sia anzi stato &#8220;favorito&#8221; proprio dall&#8217;attivismo del Ministero e della Direzione Generale per l&#8217;Ippica, perché è come se questa concreta azione riformatrice abbia liberato le energie che un decennio di letargo istituzionale aveva sopito.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo mi pare di poter affermare che <strong>tutti gli intervenuti di entrambi i convegni siano concordi su un punto: le scommesse ippiche, così come sono oggi strutturate, non hanno futuro,</strong> bisogna riformarle e farlo in maniera pressoché radicale.<br />
Le modalità di intervento divergono, perché <strong>i rappresentanti dei concessionari hanno avuto a Verona un approccio più tecnico</strong>, nel senso che si sono focalizzati di più sugli interventi da attuare: abbassare il prelievo sul gioco a quota fissa e concentrarsi su questo, piuttosto che sul rilancio del totalizzatore da loro ritenuto oramai obsoleto. Cercare nuove tipologie di gioco, ad esempio poter giocare anche a corsa iniziata, oppure poter giocare multipli sull&#8217;ippica assieme agli altri sport, o ancora la possibilità di &#8220;bancare&#8221; le scommesse ippiche.<br />
Insomma un approccio legato alle modalità di azione, invece nel convegno di Modena  pur non disdegnando a priori quanto sopra, ci si è <strong>più concentrati sulla Governance delle future scommesse ippiche</strong>, ovverosia la necessità che la futura <strong>Agenzia dell&#8217;Ippica</strong>, il cui processo di realizzazione speriamo tutti possa incominciare con l&#8217;approvazione del collegato in finanziaria, possa avere in mano le leve per intervenire sui giochi ippici. Attraverso l&#8217;Agenzia <strong>le categorie dell&#8217;ippica potrebbero davvero tornare ad avere voce in capitolo sui ricavi derivanti dal loro settore</strong>, cosa che peraltro già avveniva ai tempi dell&#8217;UNIRE.<br />
Questa sorta di <strong>controllo nelle mani degli ippici</strong> è doppiamente rilevante a mio modo di vedere, da un lato <strong>responsabilizza la classe dirigente ippica presente e futura</strong>, le scelte (positive o negative che siano) non saranno più subite ma quantomeno verranno avallate dalle categorie, dall&#8217;altro <strong>consentirà un processo di indirizzo e anche di veto sulle decisioni </strong>dalle quali, lo ripeto, discendono gran parte dei ricavi del nostro sport. <strong>Ippici finalmente artefici del loro destino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Permettetemi anche di approfondire un passaggio di uno degli interventi perché<strong> conferma una mia convinzione profonda</strong>.<br />
Il Dottor Pierini, nel corso della sua approfondita analisi sull&#8217;andamento del gioco, ha <strong>comparato il numero di ippodromi presenti in Francia (trotto e galoppo) rispetto a quello italiano e inoltre faceva notare come nelle province italiane dove esiste un ippodromo si giochi molto di più rispetto a quello dove l&#8217;ippodromo non è presente</strong>. Questa doppia comparazione, suffragata da dati, ci conferma come siano in errore coloro che sostengono che il futuro ottimale sarebbe di avere solo quattro o cinque ippodromi attivi, perché invece è vero il contrario, servirebbero più ippodromi degli attuali perché è in questi luoghi che si crea la passione ippica e dunque è lì che nascono i nuovi Proprietari e appassionati e dunque anche scommettitori. Ovvio che non sia un processo attuabile in poco tempo, vista la situazione odierna degli ippodromi e il loro essere sovvenzionati dallo Stato, ma <strong>l&#8217;idea di fondo è che servirebbe una copertura più capillare e armonica sul territorio</strong> per sviluppare il nostro sport e anche di conseguenza per sviluppare la rete delle scommesse ippiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine nel mio intervento, oltre alla speranza che l&#8217;Agenzia diventi realtà, ho posto l&#8217;accento su due aspetti che a mio avviso qualsiasi riforma deve avere, dei pre requisiti se volete.<br />
Innanzitutto è <strong>necessario un paracadute quantomeno triennale che garantisca le risorse all&#8217;ippica</strong> finché la riforma della governance e la riforma delle scommesse non avranno sviluppato a pieno i loro effetti. Qualsiasi cambiamento profondo va fatto mettendo in sicurezza i conti, altrimenti si rischierebbe di aver fatto un grande lavoro per nulla.<br />
Altro aspetto basilare è inserire una <strong>percentuale sugli altri giochi da devolvere all&#8217;ippica</strong>, non solo sulle famigerate corse virtuali ma su tutti quei giochi che negli anni hanno sfruttato il know-how della rete ippica. Entrambi gli aspetti ritengo debbano rappresentare la base di qualsiasi riforma delle scommesse.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva occasioni di confronto molto interessanti e quindi ringrazio nuovamente gli organizzatori perché sempre di più sono convinto che vadano sfruttate queste occasioni per discutere e porre le basi della nostra rinascita ippica.<br />
Salutandovi colgo l&#8217;occasione per darvi appuntamento a domenica prossima <strong>08 dicembre a Pisa</strong> per la disputa dell&#8217;oramai tradizionale <strong>Premio Unione Proprietari Galoppo</strong>, un&#8217;occasione da non mancare!</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter ottobre, tempo di scelte</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2024/10/15/newsletter-ottobre-tempo-di-scelte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, come sapete gli incontri preparatori tra Categorie e Ministero per definire il calendario e la programmazione 2025 si susseguono in maniera costante. Sul giornale tecnico è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari Soci e Amici,</p>
<p style="text-align: justify;">come sapete gli incontri preparatori tra Categorie e Ministero per definire il calendario e la programmazione 2025 si susseguono in maniera costante.<br />
Sul giornale tecnico è uscita una <strong>prima bozza di calendario</strong> che prevede alcuni punti interessanti che vorrei approfondire con voi, premettendo che, come ben specificato dai Dirigenti Ministeriali, si tratta di una prima versione che può essere modificata e integrata e che quindi esiste un margine di manovra.<br />
Trovo che in primis si debba lodare lo spirito che ne sta alla base, ovverosia la <strong>spinta verso una ottimizzazione delle risorse esistenti</strong>. Sono fortemente convinto che questo sia un discorso altrettanto importante quanto cercare nuove risorse. Troppo spesso ci fermiamo a questo aspetto, corretto e importante perché è fondamentale trovare il modo di incrementare lo stanziamento a favore dell&#8217;ippica. Tutto giusto, ma ancora prima iniziamo ad allocare meglio quanto oggi abbiamo e certamente ne avremo un primo grande beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dunque dalla bozza presentata, <strong>trovo interessante che vi sia un incremento nel numero di giornate su Milano</strong> soprattutto in considerazione dell&#8217;apertura della <strong>futura pista circolare, presumibilmente utilizzabile dalla primavera prossima</strong>. Una soluzione in sabbia, che stando alle parole dei progettisti e della proprietà, sarà all&#8217;avanguardia per capacità di resistenza agli eventi atmosferici, una vera pista all weather, intesa come utilizzabile in tutte le stagioni. Questa nuova pista non solo è una valvola di sfogo fondamentale per l&#8217;impianto meneghino, consentirà di non sovraccaricare troppo le piste in erba oggi esistenti, ma potrebbe permettere un salto di qualità nella programmazione se si seguirà quanto da tempo noi di UPG sosteniamo, ovvero <strong>convertire la funzione di Varese da alternativa a complementare rispetto all&#8217;ippodromo milanese</strong>. Varese deve mantenere la sua vocazione estiva, ovviamente supportata da una dirigenza societaria che abbia voglia di investire, e nel resto della stagione <strong>la nostra proposta è quella che si abbandoni la stagione invernale e si creino invece le condizioni perché Varese corra in primavera e autunno con anche Milano aperta.</strong> Una sorta di &#8220;circuito B&#8221; rispetto a quello più qualitativo di San Siro. Ovviamente tali cambiamenti non si potranno attuare già dall&#8217;inverno 2025, ma crediamo che attraverso una forte sinergia tra le due realtà lombarde si possa prevedere una stagione 2026 strutturata in tal maniera. Questo aumenterebbe certamente il numero di cavalli stanziali nel comprensorio e quindi a cascata porterebbe ricadute anche sul numero di lavoratori impiegati. <strong>Non va dimenticato che è nella volontà ministeriale anche di riattivare l&#8217;ostacolismo milanese</strong> e in questo frangente sono certo che la Merano Galoppo, all&#8217;avanguardia per organizzazione e visone, non solo saprà cogliere l&#8217;importanza di una tale riapertura, ma saprà anche fornire un aiuto decisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro aspetto da affrontare è la <strong>questione toscana</strong>. La possibile (o probabile?) <strong>chiusura di Follonica</strong> crea criticità che vanno affrontate. Innanzitutto, se confermata, vi è la necessità di<strong> &#8220;far lavorare&#8221; di più Firenze</strong>. Questo sia per coprire parte delle giornate perse, sia perché dobbiamo<strong> preservare in tutti i modi Pisa</strong>, fiore all&#8217;occhiello della nostra ippica e la cui pista non può essere sfruttata, a livello di giornate, oltre il massimo consentito. Un trasferimento di qualche giornata sul Visarno sarebbe auspicabile, così da far partire la stagione pisana da metà novembre e magari in marzo alternarla con Firenze. <strong>La chiusura dell&#8217;ippodromo maremmano crea anche problemi nella programmazione della stagione degli Anglo Arabi</strong>, che si sperava potessero trovare in Follonica il loro ippodromo di riferimento. Se così non potrà essere va trovata una soluzione condivisa. Ho molto apprezzato le parole distensive dei rappresentanti di AA e PSA e sono fiducioso che attraverso una discussione pacata e volta al bene comune, si riusciranno a trovare le soluzioni migliori per ognuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Strettamente collegata è anche la <strong>situazione romana</strong>. Stante che a oggi non abbiamo una definizione certa della vicenda &#8211; tutti spingiamo e operiamo perché si scongiuri una chiusura di Capannelle che sarebbe una vera tragedia per l&#8217;ippica &#8211; dobbiamo navigare a vista e ritengo che l&#8217;dea di spostare su Roma alcune giornate toscane non sia l&#8217;optimum. Piuttosto <strong>sarei per aggiungere tre giornate a Livorno</strong>, così da farne un circuito di seconda fascia di Pisa o Firenze a seconda del periodo temporale, ovviamente mantenendo la stagione estiva labronica come appuntamento clou. Queste tre giornate a mio modo di vedere <strong>andrebbero trasferite dal calendario romano di dicembre</strong> così da creare anche qui una vera e positiva alternanza tra Roma e Napoli, a tutto vantaggio della buona riuscita del programma di Agnano, che diventerebbe più ricco e più attrattivo. Questo spostamento su Livorno potrebbe anche aiutare ad assorbire parte o tutte le prove per AA e PSA del periodo invernale.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, per il <strong>programma di selezione</strong> sapete bene come la penso, visto che spesso ne abbiamo parlato e confermo che la necessità odierna Italiana è quella di essere <strong>sempre più complementari con le altre Nazioni europee</strong>. Le proposte sono parecchie, quella che forse mi sento di dire sia la più rilevante è quella di portare il Derby a inizio giugno in concomitanza con i Derby inglesi e francesi (Jockey Club), così da incentivare l&#8217;arrivo di tre anni esteri che non vogliono sfidare i primissima serie europei oppure che sono un filo più tardivi. Nel 2025 abbiamo inoltre il vantaggio che potremmo <strong>creare uno splendido meeting nei primi due giorni di giugno</strong>, riportando per di più il Repubblica alla sua data d&#8217;elezione del 02 giugno. Un&#8217;occasione per creare davvero una due giorni imperdibile per pubblico e addetti ai lavori.<br />
Le proposte sono ovviamente anche altre ma ripeto la strategia di fondo deve essere quella di rendersi sempre più attrattivi per le scuderie straniere, cosa che peraltro quando è stata attuata, vedi il St Leger, si è dimostrata vincente già nella scorsa stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli argomenti come vedete sono tanti e spero di non avervi tediato troppo con questioni molto tecniche, ma credo che sia importante riflettere assieme sul futuro prossimo e sulla <strong>necessità di apportare quei correttivi che possano aiutare a farci vivere al meglio la nostra comune passione</strong>. Permettetemi di concludere dicendo che tali visioni sono state da me condivise anche con la Presidente di <strong>ANAC</strong> e devo con piacere annotare una <strong>comunanza di idee e di strategia che sono certo faccia bene all&#8217;ippica</strong>, se Allevatori e Proprietari sono sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il sistema ne può trarre solo giovamento.<br />
In attesa di leggere le vostre impressioni e di incontrarci presto in ippodromo vi invio un caloroso saluto,</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Newsletter n. 15: Calendario 2025 si parte (in anticipo!)</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2024/07/10/newsletter-n-15-calendario-2025-si-parte-in-anticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 10:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari Amici e soci, la scorsa settimana si è svolto il primo incontro tra Categorie e Ministero propedeutico alla formazione del calendario 2025. Avete letto bene, non è un errore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="default-style" style="text-align: justify;">
<div>Cari Amici e soci,</div>
<div></div>
<p>la scorsa settimana si è svolto il primo incontro tra Categorie e Ministero propedeutico alla formazione del calendario 2025.<br />
Avete letto bene, non è un errore di battitura, parliamo proprio delle idee alla base del <strong>programma di corse del prossimo anno e lo facciamo con sei mesi di anticipo rispetto alla sua nascita</strong>. Non voglio andare a cercare nel passato remoto, ma certamente <strong>un simile anticipo non si è mai visto negli ultimi venti e passa anni</strong>. Anzi, il più delle volte avveniva il contrario, cioè si era costretti a procedere in regime di prorogatio nei primi mesi e poi si pubblicava il nuovo calendario.<br />
Quest&#8217;anno si cambia e <strong>questa già di per se è una notizia molto positiva per il nostro settore</strong>.<br />
Riuscire ad arrivare in autunno alla pubblicazione di un calendario definitivo aiuterà enormemente gli operatori, soprattutto allenatori e proprietari, che potranno studiare e valutare al meglio le scelte da effettuarsi. Tutto questo porta con se anche a una <strong>maggiore responsabilizzazione del settore nel suo complesso</strong>, perché non ci si potrà più nascondere dietro eventuali scelte forzate o subite per via del poco tempo a disposizione.<br />
<strong>Il tempo c&#8217;è e pure la disponibilità a confrontarsi da parte delle Istituzioni</strong>. Ovviamente, visto che le scelte sono responsabilità della Politica (che oggi gestisce in toto l&#8217;ippica), le decisioni finali, su quali proposte è giusto accogliere e quali invece dovranno essere rigettate o rinviate a un prossimo futuro, saranno di pertinenza del team capitanato dal Direttore Chiodi, ma sono abbastanza certo che a fronte di proposte concrete e attuabili, la disponibilità a venire incontro da parte delle Istituzioni sarà massima.</p>
<div></div>
<p>Nello specifico possiamo evidenziare la presenza di due <strong>principali obiettivi da raggiungere</strong> attraverso la redazione del calendario 2025: <strong>ottimizzare le risorse disponibili e incrementare il montepremi medio per corsa</strong>.<br />
Queste due finalità (sacrosante) verrebbero raggiunte attraverso alcune proposte ministeriali definite nelle loro linee generali: innanzitutto la <strong>riduzione, di pochi punti percentuali, del numero di giornate di corse</strong>. Il 2025 vedrebbe così un totale di circa 1200 giornate, di cui 400 al galoppo. Rispetto a quanto previsto per il 2024 vorrebbe dire una riduzione di 22 unità.<br />
Tale proposta è a mio parere <strong>molto condivisibile in linea generale,</strong> a livello pratico ritengo che tale cura dimagrante debba però avvenire in maniera non lineare, ma seguendo una serie di ragionamenti che puntino a sfruttare questa riduzione per creare un valore più che proporzionale al solo incremento del montepremi che verrebbe spalmato su un numero di corse più basso.<br />
Ovverosia, come diciamo da tempo, <strong>non possiamo non considerare che oggi abbiamo convegni che non producono abbastanza valore</strong>, che sia in termini di volume di gioco, piuttosto che di spettacolo per il pubblico che li fruisce, in ippodromo o da remoto. Penso ad esempio ai <strong>convegni da 5 corse</strong>, una soluzione alla quale si è giunti per cercare di evitare di diluire troppo il montepremi, ma una <strong>soluzione che troppo spesso vediamo come svilisca il prodotto che offriamo</strong> e questo perché un numero così basso di prove non incentiva la trasferta. Se parliamo di serali in ippodromi periferici potrebbe essere anche una soluzione ancora in alcuni casi accettabile, ma in ippodromi metropolitani che vanno rilanciati sono una scelta autolesionista. <strong>Piuttosto togliamo qualche giornata in più rispetto a quanto previsto inizialmente, ma creiamo le condizioni perché le giornate rimanenti siano ben costruite</strong>, magari con 7 corse in programma e quindi invoglino le trasferte, anche da lontano. Così come <strong>non ha senso proporre giornate dove le corse per PSI sono giusto un paio, </strong>magari inserite per evitare polemiche rispetto alla maggioranza di corse per AA e PSA.<br />
Quindi se devo fare una riflessione, che ad oggi non può che essere generale, mi viene da dire: <strong>ben venga una piccola cura di dimagrante di giornate, ma aumentiamo il numero medio di corse per giornata</strong>. I risparmi sui costi per organizzare la giornata potrebbero essere girati a montepremi e quindi la finalità di aumentare il montepremi medio per corsa verrebbe raggiunta e inoltre avremmo sicuramente un miglioramento del prodotto corsa e quindi un aumento delle scommesse. Due piccioni con una fava.<br />
Altra piccola proposta a costo (quasi) zero, legata alla precedente: <strong>facciamo pagare le iscrizioni</strong>. Questa non solo è una proposta che portiamo avanti da tempo, ma è una scelta di serietà. Con un <strong>piccolo fee di ingresso</strong>, proporzionato al valore del premio, otterremmo un aumento della dotazione delle corse &#8211; nel caso delle corse di routine risulterebbe un aumento nemmeno così marginale &#8211; e inoltre avremmo una maggiore trasparenza e di conseguenza faciliteremmo il compito degli handicapper.</p>
<div></div>
<p>Tornando alle proposte ministeriali, sono d&#8217;accordo con la struttura presentata che punta a una <strong>distribuzione territoriale omogenea</strong> e che <strong>eviti la sovrapposizione</strong> tra ippodromi limitrofi e <strong>non mortifichi</strong> alcune parti del Paese.<br />
Così come mi trovo in totale sintonia con la scelta di <strong>sfruttare al massimo lo spazio orario pomeridiano e preserale</strong> (fino alle 20.00) anche in inverno, cosa che avviene anche all&#8217;estero. Altrettanto giusta trovo la volontà di cavalcare ancora il lunedì con un campo in attività.<br />
<strong>Per quanto concerne nello specifico il galoppo presumo sarà non facile riuscire a programmare per i mesi di gennaio e febbraio</strong> per tutte le settimane, dal martedì alla domenica, almeno un campo. Penso che al fine di massimizzare le risorse e fornire, ancora una volta, un prodotto spettacolare e &#8220;giocabile&#8221;, sarebbe preferibile concentrare maggiormente il numero. Ma parliamo di soluzioni ad hoc che andranno studiate più avanti e certamente dopo che verrà approvata l&#8217;impostazione generale.<br />
Sempre per massimizzare l&#8217;allocazione delle risorse al galoppo <strong>si dovrà per forza di cose prevedere una rimodulazione delle risorse a disposizione per tornare a un sano equilibrio tra montepremi</strong> destinato ai PSI e montepremi per le altre razze. Questo, lo ripeto per l&#8217;ennesima volta, non per dare contro ad altri, ma per fornire il giusto ritorno a chi si sobbarca la maggior parte del lavoro (e degli investimenti) all&#8217;interno del comparto e che per esempio dovrà, se confermato dal Ministero, proporre tre prove TQQ a settimana, uno degli aspetti che dovranno formare la base per il rilancio del nostro sport.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p>In conclusione, <strong>rinnovo i complimenti al team Ministeriale</strong> sia per la scelta di partire con largo anticipo sia per lo schema generale che condivido in pieno. Invece quanto a Voi, amici e soci, <strong>Vi invito a scrivermi le Vostre idee e proposte</strong> riguardanti questi temi.<br />
Parlate adesso o tacete… non per sempre, ma fino al prossimo anno sì.<br />
Un caro saluto,</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
</div>
<div class="io-ox-signature">
<div class="pre"><strong>Antonio Viani</strong><br />
<em>Presidente U.P.G.</em></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IGE: lo &#8220;sleeping giant&#8221; ippico è pronto al risveglio?</title>
		<link>https://www.proprietarigaloppo.org/2024/04/19/ige-lo-sleeping-giant-ippico-e-pronto-al-risveglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 15:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia dogane e monopoli]]></category>
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		<category><![CDATA[gaming]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari amici, Su invito della Direzione Ippica del MASAF ho presenziato a IGE, Italian Gaming Expo, nella giornata inaugurale che proponeva tra i vari incontri un interessante panel legato alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari amici,</p>
<p style="text-align: justify;">Su invito della Direzione Ippica del <strong>MASAF</strong> ho presenziato a <strong>IGE, Italian Gaming Expo</strong>, nella giornata inaugurale che proponeva tra i vari incontri un interessante panel legato alla riforma ippica e devo dirvi che ne è valsa assolutamente la pena.<br />
Non soltanto per gli ospiti presenti, dal Direttore Generale <strong>Chiodi</strong> fino al Direttore Centrale dell&#8217;Agenzia Dogane e Monopoli <strong>Lollobrigida</strong>, passando per molti esponenti dei concessionari di gioco legati all&#8217;ippica, ma pure per i temi che sono emersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli aspetti che vorrei qui segnalarvi sono molteplici, il primo dei quali è che <strong>tutti gli intervenuti hanno rinvenuto un aspetto centrale, cioè che l&#8217;ippica italiana possieda ancora oggi le potenzialità per tornare protagonista del mondo delle scommesse</strong>. Potrebbe sembrare banale, visto anche che all&#8217;estero le cose vanno tutto sommato bene da tempo, ma dopo anni in cui ci hanno fatto sentire, nel migliore dei casi, obsoleti, sentirci dire che siamo uno &#8220;sleeping giant&#8221; (gigante addormentato) e che servono solo alcuni interventi per tornare (nel giro di qualche anno ovviamente) a essere autonomi e non più legati alle casse pubbliche per il nostro sostentamento, è qualcosa che ci fa piacere.<br />
<strong>Entrambi i Direttori, Chiodi e Lollobrigida, hanno voluto rimarcare</strong> come le interazioni tra i due siano pressoché quotidiane, aspetto basilare e che deve dare fiducia, perché dove esiste dialettica e stima reciproca c&#8217;è terreno fecondo per lo sviluppo di idee. Ambedue hanno puntato fin da subito<strong> l&#8217;attenzione sulla questione dell&#8217;allineamento della tassazione</strong>, quindi su una riduzione della tassazione sul gioco ippico per renderlo concorrenziale con gli altri giochi. Particolarmente importante il passaggio del Dottor Lollobrigida dove ha ammesso che il progetto di allineamento, previsto in due step successivi, non solo sia già stato elaborato, ma sia stato già consegnato agli uffici del MEF. Questo vuol dire che gli <strong>aspetti tecnici e soprattutto di sostenibilità sono già stati studiati</strong>, ora sta alla Politica metterlo in pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro aspetto fondamentale è quello legato alla <strong>marginalità per il concessionario</strong>. Quest&#8217;ultimo se vi ricordate lo avevamo approfondito nella newsletter n.7, dove avevo espressamente sostenuto che un prodotto che rende meno verrà messo in secondo piano rispetto a un altro con margine maggiore. E questo è stato appunto <strong>ribadito da tutti i concessionari che hanno confermato come la promozione sia meglio farla su prodotti che fanno marginare di più</strong> (direi pure ovvio&#8230;). Questo aspetto apre anche al discorso della <strong>necessità di proporre nuovi prodotti</strong>, ma i concessionari hanno voluto rimarcare che anche a parità di prodotti si può lavorare bene, sempre che, assieme all&#8217;aspetto economico appena evidenziato, si ponga attenzione alle questioni tecniche, quindi a un <strong>prodotto corsa che strizzi maggiormente l&#8217;occhio allo spettacolo</strong>, anche di questo se vi ricordate ne abbiamo discusso nella suddetta newsletter.</p>
<p style="text-align: justify;">Un punto che ritengo importante è stato evidenziato dal <strong>Direttore Chiodi</strong> e riguarda il fatto che <strong>la riforma vada inserita in un piano generale e non sia frutto di interventi spot</strong>, questo per evitare che gli effetti siano, come dire, meno di impatto. Un piano che preveda, la <strong>riforma delle scommesse</strong> appunto, una nuova <strong>governance ippica</strong>, con una gestione semi privatistica mutuata dalle migliori esperienze estere, le stesse che poi, alla fine, si rifacevano alla tanto bistrattata UNIRE, come dire corsi e ricorsi storici. Assieme a un <strong>nuovo approccio sugli ippodromi</strong>, che passi magari dalla creazione di un fondo di investimento sulle infrastrutture, per renderli davvero teatri all&#8217;avanguardia. E infine altra gamba di questo piano generale è l&#8217;attenzione alla <strong>programmazione</strong> e alla sua ottimizzazione.<br />
<strong>Un piano che sposo in toto</strong>, soprattutto sull&#8217;idea che serva un intervento impostato in maniera globale e che vada a riformare ogni aspetto del nostro mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte <strong>concessionari</strong> c&#8217;è stato un pressoché unanime apprezzamento per le parole dei due Dirigenti pubblici e, chi più chi meno, hanno tutti confermato che gli interventi ipotizzati potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta per tornare a crescere. Interessante anche il passaggio dove <strong>hanno sostenuto di voler sponsorizzare seriamente le corse ma di esserne oggi impossibilitati</strong>, cosa assurda ma che fa ben capire in quale ginepraio di regole si trovi l&#8217;ippica nazionale e con quale sistema debbano combattere i nuovi dirigenti come l&#8217;Ingegner Chiodi.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione un incontro dal quale si esce soddisfatti e che ritengo, in tutta onestà, sia stato sottostimato da molti miei colleghi ippici assenti. Se volete potremmo sintetizzare quanto scaturito dall&#8217;incontro con tre macro direttive d&#8217;azione: <strong>tassazione</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>promozione</strong>, unite in un approccio sistemico. Che sia la volta buona per risvegliare il gigante?<br />
Noi, come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte.</p>
<p><strong>Antonio Viani</strong><br />
Presidente Unione Proprietari Galoppo</p>
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