Cari Soci e Amici,
ritorniamo oggi su uno degli argomenti che abbiamo già affrontato poche settimane addietro, il Calendario 2027. Se vi ricordate ne parlammo poche settimane addietro assieme ai criteri di programmazione e alle risorse.
Stavolta ne facciamo il tema dell’odierna newsletter perché a seguito della consultazione avuta con il Ministero, dove è stata presentata una bozza di proposta relativa al Calendario del prossimo anno, UPG ha redatto una relazione comprensiva di osservazioni al testo presentato e soprattutto di proposte per un Calendario 2027 di crescita e sviluppo del quale vorremmo presentarvi qui una sintesi.
Innanzitutto va sottolineato che UPG, come già più volte ribadito, spesso solitari nel panorama ippico, è contraria a qualsiasi taglio drastico delle giornate, soluzione che va contro gli obiettivi di sviluppo del settore e anzi porterebbe a un ulteriore declino dello stesso. Permetteteci un paragone agreste, un conto è sfoltire in alcune parti la pianta per farla crescere più rigogliosa, un altro è tagliare anche il fusto che porta la linfa.
In sostanza la strategia per il 2027 proposta da UPG dovrebbe prevedere una migliore distribuzione delle risorse a disposizione.
Questa scelta si traduce innanzitutto nel rivedere la ripartizione temporale delle giornate nel Calendario, al fine di evitare sovrapposizioni tra ippodromi, dove dannose, e invece favorire eventuali ipotesi di complementarità tra ippodromi limitrofi dove queste favoriscano la distribuzione del parco cavalli in maniera più produttiva per il settore.
Assieme a una allocazione stagionale più proficua dei convegni, U.P.G. ritiene necessari anche una serie di interventi sulla programmazione delle corse, così da ottenere, tramite questo combinato disposto, miglioramenti sempre più evidenti nel sistema galoppo.
Calendario 2027 – Proposta U.P.G.
L’approccio scelto e che traspare nella relazione elaborata da UPG è stato quello di valutare ogni ippodromo in base alla sua funzione specifica e alle relazioni che lo stesso intrattiene o, talvolta sarebbe meglio dire dovrebbe intrattenere, con gli altri ippodromi nazionali, ovviamente le tesi si basano sul fatto che tutti gli ippodromi in attività nel 2026 siano operativi anche nel 2027. Per fare un esempio che consenta di meglio comprendere quanto appena enunciato prendiamo l’ippodromo della Capitale. Capannelle ha una sua funzione principale legata all’essere uno dei riferimenti selettivi nazional, ma ovviamente nello svolgere questa funzione intesse relazioni con altri ippodromi, non solo con Milano, che è l’altro riferimento principale nazionale, ma anche con tutti quegli ippodromi limitrofi, da Napoli a Tagliacozzo e Corridonia, che vanno a inserirsi in un discorso più generale di sistema nazionale e di allocazione ottimale delle giornate e delle risorse.
Entrando nello specifico e volendo seguire il più possibile l’impostazione ministeriale, che ha suddiviso gli ippodromi sulla base di macroaree geografiche, possiamo dire che per quanto concerne il Nord Italia le principali proposte che UPG ha presentato riguardano la necessità di una maggiore complementarietà tra Milano e Varese, dove San Siro operi su un programma di medio-alto livello e selettivo e dove Le Bettole di converso possano essere aperte, sia in primavera sia in autunno (oggi questo non avviene), per ospitare un paio massimo di giornate al mese dove i cavalli meno qualitativi possano trovare il loro spazio adeguato. Per il periodo estivo invece, la proposta UPG prevede che Varese svolga il suo tradizionale meeting lasciando però maggiore spazio a Merano nella prima quindicina di agosto, l’obiettivo evidente è di concentrare maggiormente il programma in piano di Merano, così da incentivare le trasferte delle Scuderie verso l’impianto altoatesino. Per l’inverno, invece, a parere di UPG si dovrebbe tornare a un calendario che preveda non più di una giornata a settimana a Varese o in alternativa anche a Milano (pista in sabbia) a seconda del mese di riferimento.
Per quanto concerne la macroarea Toscana, le modifiche proposte sono molto limitate e prevedono in un certo senso un ritorno al passato. Pisa non avrebbe particolari cambiamenti svolgendo il suo programma da gennaio a inizio aprile e da novembre a dicembre, ovviamente avendo cura di valutare il ruolo che San Rossore svolge come ippodromo di preparazione alle classiche primaverili. Idem Firenze, la cui stagione per UPG andrebbe svolta da metà marzo (questo mese con ruolo complementare a Pisa) fino a metà giugno e poi da settembre a fine ottobre. La valenza della pista fiorentina va tenuta in considerazione e quindi necessita di una attenzione particolare al programma delle sue giornate clou. Infine Livorno, dove possiamo appunto parlare di un ritorno al passato, con il Caprilli che oltre a svolgere la sua funzione di impianto estivo, da metà giugno ai primi di settembre, con una cadenza settimanale possibilmente meno ingolfata di quella vissuta quest’anno, torni ad essere operativo in inverno con un ruolo di campo complementare a Pisa, anche qui con massimo un paio di convegni al mese tra novembre e febbraio.
Per la macroarea del centro Italia e Campania, riuniti in un unico insieme per via del comune bacino di cavalli, riteniamo che dopo un periodo iniziale da gennaio a metà febbraio con Napoli in attività, il ruolo di Roma dovrebbe tornare ad essere centrale con una apertura da metà febbraio in sabbia e poi con la classica primavera in erba da inizio marzo fino ai primi di giugno. Subito dopo dovrebbe rientrare in scena l’impianto alternativo a quello della Capitale, appunto Napoli, con una riunione da metà giugno a metà agosto che incentivi le trasferte delle scuderie della Capitale e della stessa Toscana, con particolare attenzione alle giornate più interessanti del programma estivo. In autunno ovviamente l’interesse ritornerebbe su Roma con il classico programma da inizio settembre fino a inizio-metà dicembre e, di nuovo, da questa data fino a fine anno, il passaggio su Napoli. Questo approccio a rotazione favorirebbe il campo partenti partenopeo che si gioverebbe del fatto di non essere in concomitanza con Roma.
Nella medesima macroarea sono stati inseriti Corridonia e Tagliacozzo. Entrambi ippodromi cosiddetti provinciali, ma il cui contributo al sistema potrebbe essere sfruttato meglio. Il primo presenta un programma numericamente molto limitato di giornate e potrebbe essere reso più interessante da una distribuzione delle stesse su un arco temporale più ampio da maggio a settembre, ovviamente diluendo le giornate a non più di due per mese. Medesimo concetto di fondo anche per l’impianto abruzzese che per UPG dovrebbe essere attivo da aprile a settembre, anche in questo caso con una distribuzione del numero di giornate complessive su un numero di mesi maggiori di quanto accade oggi. Così facendo i due ippodromi lavorerebbero in alternanza l’uno con l’altro, non andando in contrasto tra loro, ma anzi massimizzando il parco cavalli loro destinato.
Per quanto concerne gli impianti situati nelle Isole, Siracusa per la Sicilia e Chilivani e Sassari per la Sardegna non si riscontrano particolari modifiche alla situazione attuale nelle proposte presentate, se non un’attenzione alla situazione di Sassari il cui programma andrebbe, ad avviso di UPG, collocato esclusivamente nel periodo estivo e con giornate il più possibile distanziate, sfruttando anche la presenza di Chilivani.
Per ultima UPG ha affrontato anche la questione ostacolismo valutando come sia imprescindibile realizzare un circuito annuale senza interruzioni. La soluzione proposta dovrebbe prevedere per gennaio e febbraio l’attività ostacolistica presso l’ippodromo di Pisa. In marzo e inizio aprile l’utilizzo di Treviso e da fine aprile l’apertura di Merano che andrebbe avanti con il programma tradizionale fino a fine settembre. In ottobre e novembre riprenderebbe Treviso e in dicembre ricomincerebbe Pisa. Nei periodi di assenza dell’impianto centrale per l’ostacolismo nazionale, Merano, dovrebbe essere programmata una giornata mista ostacoli/piano (almeno tre corse in ostacoli) ogni 15 giorni così da consentire alle scuderie di gestire il loro parco cavalli in modo più omogeneo.
Disposizioni legate al Calendario 2027 – Proposta U.P.G.
Assieme con la suddivisione stagionale, UPG ritiene centrali anche una serie di disposizioni che completino il puro calendario e consentano di raggiungere i traguardi prefissati di sviluppo e di miglioramento qualitativo del settore. Infatti il solo calendario, anche se ben confezionato, non riuscirebbe a centrare quegli obiettivi di crescita nel medio lungo periodo che sono alla base di ogni intervento.
Innanzitutto, la programmazione centralizzata, vero pilastro per ottimizzare qualsiasi calendario.
Infatti lo sguardo particolare del singolo programmatore non può abbracciare le necessità complessive del comparto, non è un’accusa ad alcuno, ma è solo la constatazione di un limite oggettivo. Una programmazione centralizzata valorizzerebbe enormemente il prodotto galoppo. La proposta di U.P.G. è di creare un piccolo gruppo di lavoro, massimo 3 persone, con l’aggiunta di due supervisori, uno di questi l’handicapper senior e l’altro un tecnico indipendente indicato dai Proprietari (principale soggetto che subisce i danni di una programmazione parcellizzata), che siano deputati alla stesura di tutti i programmi libretto nazionali.
Questa soluzione renderebbe molto più razionale il programma e anche le giornate in Calendario se ne gioverebbero in maniera significativa, sia dal lato dello spettacolo proposto, evitando doppioni di corse identiche tra ippodromi, quindi favorendo la concentrazione dei cavalli senza bisogno di tagliare corse, sia per quanto concerne la raccolta delle scommesse, infatti una programmazione ben fatta consentirebbe di aumentare il numero di cavalli partenti e la loro omogeneità e quindi incoraggerebbe l’incremento del gioco ippico. Il costo di questo intervento è obiettivamente ridotto e potrebbe essere coperto da un’altra disposizione che va a impattare sul Calendario, le iscrizioni a pagamento su tutte le corse.
Tale proposta prevede di allargare a tutte le corse il fee di ingresso, ovviamente un ticket ridotto e proporzionale al valore della corsa stessa. Un piccolo esborso sulla singola corsa, ma un ammontare complessivo annuale ragguardevole, che rappresenterebbe una voce aggiuntiva di entrata per le scuderie a premio e aiuterebbe, come accennato, a coprire i costi per realizzare la programmazione centralizzata.
Altra disposizione legata al Calendario è la revisione del programma dei due anni che oggi vede troppe corse programmate nel periodo primavera/estate e che deve essere oggetto di una rielaborazione, anche trasferendo una parte di tali prove verso l’autunno. Nessuno vuole mettere dei paletti punitivi, ma è innegabile che si debba trovare una soluzione che eviti situazioni come quelle vissute nell’ultimo anno con troppe corse di due anni non riuscite. Anche qui, serve una rivisitazione che contempli le necessità dei proprietari con le altrettanto condivisibili necessità del sistema di proporre corse il più possibile “belle e giocabili”.
Per quanto concerne il programma di selezione, UPG reputa che il circuito vada sottoposto a una revisione complessiva al fine di massimizzare il valore delle nostre corse e renderle sempre più interessanti, non solo per i nostri Proprietari italiani, ma anche per le Scuderie estere, necessarie a mantenere vivo il legame tra il nostro galoppo e quello europeo, oltre che ovviamente attraenti per il pubblico.
Facciamo qui qualche breve accenno, in primis al Derby Italiano del galoppo, che razionalmente dovrebbe essere confermato nella medesima data di quest’anno, quindi il 02 giugno, al fine di preservare quella complementarità alle medesime prove estere che ha decretato il successo dell’edizione 2026, unica per valore dei cavalli partecipanti da molti anni a questa parte. Legata a questa data ovviamente va impostata anche la data scelta per le Ghinee Italiane che a parere di U.P.G. dovrebbero essere disputate il 01 maggio, così da profittare della data festiva. Riteniamo altresì che si debbano traslare di un paio di settimane alcune delle prove dell’autunno, principalmente quelle per i 2 anni, così da consentire debutti meno precoci e un percorso di avvicinamento più graduale.
Ultimo argomento, anch’esso legato al Calendario 2027, è la promozione delle giornate e degli eventi. A parere di UPG la piena realizzazione degli effettivi positivi di un Calendario ben impostato, è data anche da una promozione che riesca finalmente a raggiungere il grande pubblico. Tale opera deve essere svolta principalmente dagli Ippodromi, sempre in sinergia con il Ministero, così che dall’esterno si dia la visione di un progetto unitario e rivolto verso un obiettivo condiviso, il miglioramento dello spettacolo in pista e il coinvolgimento di un pubblico sempre più numeroso.
Come vedete gli argomenti trattati da UPG non si limitano solo a una mera distribuzione differente delle giornate previste nel calendario 2027, ma abbracciano una visione più ampia che attraverso il calendario dia un impulso concreto al rilancio del settore. Come sempre attendiamo le vostre idee e nel frattempo vi inviamo un caloroso saluto,
Antonio Viani
Presidente Unione Proprietari Galoppo
