Cari Soci e amici,
torno a voi con la consueta newsletter per fare un breve riassunto delle (tante) iniziative che la vostra Associazione Proprietari ha svolto nel recente passato e nel contempo raccontarvi le sfide che ci attendono nel futuro prossimo.
Innanzitutto la questione pagamenti, argomento centrale nelle dinamiche di qualsiasi Scuderia, perché rappresenta la benzina e la ricompensa per gli investimenti fatti.
Ebbene come avrete avuto modo di constatare le tempistiche si sono oramai stabilizzate da alcuni mesi sui 75/90 giorni di attesa, un tempo accettabile soprattutto perché è il medesimo da mesi e quindi consente di organizzare investimenti e lavoro sapendo che tale intervallo verrà rispettato.
La concreta aspettativa è che prima delle festività natalizie (sappiamo che gli uffici addetti al pagamento si fermeranno per un mese circa da metà dicembre) si sia arrivati a pagare tutto agosto e tutto o almeno una parte cospicua di settembre. Un cambio di passo netto e visibile, di cui va dato certamente merito al Ministero che ha sveltito al massimo la macchina burocratica, riuscendo a ridurre e talvolta anche saltare alcuni passaggi che facevano perdere tempo, ma questa azione Ministeriale nasce dalle continue sollecitazioni fatta da U.P.G. e da A.N.G. che da tempo avevano messo la questione ai primi posti. Diciamo quindi che possiamo certamente valutarlo come un risultato raggiunto, che si unisce all’ottenimento (grazie all’indiscutibile impegno di ANAC) dell’IVA al 5% sui puledri, altro aspetto centrale.
Sul lato programmazione l’azione dell’Associazione è stato continua è ha consentito sia di ovviare ad alcune storture esistenti, sia di porre le basi per una sempre migliore allocazione delle risorse durante tutto l’anno. Ancora ci sono aspetti che vanno migliorati, ma certamente gli interventi in Circolare di Programmazione, vedi ad esempio il Premio Aggiunto confermato e anzi ampliato all’80% per le femmine, è un successo importante, così i vari tentativi per migliorare il settore ostacolistico.
Sul calendario possiamo dire che la tanto da noi richiesta programmazione anticipata è stata esaudita, erano decenni che non si vedeva pubblicato il calendario definitivo entro il mese di novembre. Un successo innegabile che però non deve farci dimenticare le situazioni critiche che abbiamo vissuto nell’anno e di cui vi parlerò tra poco.
Sulla questione Ippodromi, permettetemi di dilungarmi ancora e di sottolineare il contributo essenziale che ANG e UPG hanno dato in molte situazioni. Innanzitutto su Livorno, dove come sapete il lavoro dei nostri rappresentati è stato fondamentale per permettere prima l’apertura della stagione e nel prosieguo, dopo l’intervento del Curatore Fallimentare in Sistema Cavallo, per consentire di terminare la riunione estiva senza stop e anzi con un successo di pubblico che, viste le premesse, era quasi impensabile. Ma non solo Livorno, anche su Corridonia l’Associazione ha lavorato per agevolare la strada che ha portato alla riapertura, sebbene quest’anno ridotta nelle giornate, dell’impianto marchigiano che rappresenta un fulcro di passione. Idem su Varese le Associazioni di categoria hanno compiuto un piccolo miracolo, facendo di tutto e pure di più per far partire la riunione e cercando nel contempo di evitare al massimo i disagi per Proprietari e Operatori, soprattutto a inizio stagione. Ovviamente c’è ancora molto da fare per avere uno standard di ospitalità negli ippodromi e di mantenimento delle strutture che sia elevato e al passo con le necessità odierne, ma certamente la nostra azione ha spronato le Società di Corse (almeno quelle virtuose) a mettere in atto una serie di azioni a vantaggio del sistema.
Sul futuro Regolamento come sapete UPG ha fatto pressione perché si inserisse in maniera precisa e chiara la soluzione dei Sindacati di Proprietà, una soluzione che potrebbe aiutare fortemente a far aumentare il numero dei Proprietari italiani. Anche qui il Ministero ci ha seguito e possiamo dire che un primo passo avanti è stato compiuto.
Assieme a quanto raggiunto voglio però anticiparvi alcune delle importanti sfide che ci attendono nei prossimi mesi.
In primis il Calendario 2026. Uno dei pilastri su cui si sorregge l’impalcatura del settore ippico e dove vanno riviste alcune situazioni. Quest’anno siamo stati costretti a subire alcune scelte di Ippodromi che hanno creato problemi alla programmazione delle scuderie e a questo va posto rimedio. L’amministrazione è già al corrente di alcuni punti critici che vanno sistemati, penso alle troppe riunioni concentrate in pochi giorni che abbiamo avuto attorno a ferragosto, oppure allo scarso numero di giornate nel nord Italia a giugno, o ancora ad alcuni “buchi” nel calendario vedi la tarda primavera in toscana. Tutte criticità che vanno risolte.
Nei prossimi giorni ci sarà la prima riunione dove si discuterà del tema. Ovviamente prima di qualsiasi analisi bisogna valutare la bozza che arriverà dal Ministero, ma alcuni punti credo vadano chiariti. Innanzitutto l’idea che tagliare le giornate sia propedeutico a un miglioramento. Mi pare evidente che questa tecnica non abbia portato benefici nel recente passato. Il taglio lineare porta a una contrazione del settore senza che ci sia un suo miglioramento qualitativo.
L’obiettivo a parere di UPG è quello di aumentare le risorse a parità di numero di corse rispetto al 2024. Parlo di numero di corse e non di giornate perché, come detto anche in passato, si può eventualmente tagliare qualche giornata, ma tali prove vanno aggiunte alle giornate esistenti e quindi consentire di mandare in scena convegni più corposi e più apprezzati da spettatori e scommettitori.
Si può anche pensare a una redistribuzione temporale delle giornate di alcuni ippodromi, ad esempio penso che Varese debba programmare la sua stagione assieme a Milano, così da diventare complementare e non alternativo all’impianto meneghino. Ma altri esempi potrebbero essere Corridonia e Tagliacozzo, le cui giornate forse dovrebbero essere spalmate su un arco più ampio del calendario. Ma di soluzioni ce ne possono essere tante altre (sia in continente che nelle isole) e ovviamente il Consiglio aspetta con piacere le vostre proposte.
Di fondo bisogna lavorare per aumentare le risorse da destinare al montepremi e se, come si vocifera, ci sarà un aumento non esiguo grazie agli incassi derivanti dalla percentuale spettante all’ippica sulle scommesse virtuali, ebbene vanno destinati a rimpinguare il montepremi della fascia media, per capirci quella appena sotto le prove di selezione, che oggi forse è la peggio trattata dalla suddivisone del montepremi. Assieme a lei va posto l’accento anche sull’incremento del montepremi di minima, oggi davvero scarso.
Altra sfida è quella legata agli ippodromi e alla necessità di una loro gestione virtuosa. La classificazione, che continuiamo a valutare positivamente nel suo complesso, è un primo passo verso quel miglioramento di cui ho accennato prima, ma in aggiunta serve un cambio di mentalità da parte di molti gestori.
Si deve comprendere che l’Ippodromo è il punto di contatto con il grande pubblico e dunque va presentato al massimo delle sue potenzialità. Oggi questo succede solo in alcuni lodevoli casi, l’impegno nostro è di continuare a batterci perché tutti i teatri abbiano standard minimi adeguati di accoglienza e che anche quelli che oggi tali standard li rispettano sia incentivati a migliorare. Continuo a pensare che servirebbe una maggiore possibilità di controllo da parte delle Categorie stesse sugli Ippodromi. Non parlo solo di controllo delle piste, ma pure controllo su come vengono investiti gli importi che arrivano dal Ministero. Le Categorie e i loro rappresentanti hanno una sensibilità e una attenzione che deriva dalla loro esperienza, che è difficile possano avere soggetti terzi esterni al nostro mondo, quindi un aiuto delle Associazioni porterebbe certamente a un controllo più approfondito e che potrebbe aiutare pure le medesime Società di Corse.
Ovvio che per fare questo serve un investimento da parte Ministeriale perché non è pensabile che le Categorie possano sobbarcarsi pure questi costi. Anche su questo aspetto bisognerà aprire un confronto, se si vuole un aiuto reale dalle Categorie bisogna metterle nelle condizioni, anche economiche, di dare il loro contributo. Penso sarebbe un investimento redditizio per le stesse Istituzioni che vedrebbero alleggerito il loro carico di lavoro.
L’ultima sfida per UPG è quella forse centrale, cioè aumentare il numero di Proprietari Italiani. Un compito difficile perché se ci pensate abbraccia tutti gli aspetti e gli argomenti che abbiamo trattato qui sopra, ovvero senza Ippodromi ospitali, Programmazione centrata, Calendario ben congegnato, Regolamenti chiari e Pagamenti nei tempi non possiamo pensare di attrarre nuovi appassionati ippici e fargli prendere i colori. Quindi la sfida legata ai Proprietari è una sfida per la rinascita del settore, se riusciremo a far crescere nel numero la nostra categoria vorrà dire che il sistema tutto sarà migliorato e sarà diventato attrattivo. Il nostro impegno deve dunque essere questo e sono certo che con il vostro aiuto e le vostre idee riusciremo in questa impresa.
Un caro saluto,
Antonio Viani
Presidente Unione Proprietari Galoppo
